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Attualità | sabato 17 marzo 2018, 16:41

Saluzzo città “cardioprotetta” e città di cuore

Avviati i seminari “salva vita” con il progetto “Saluzzo mi sta a cuore” sostenuto da Rotary e Comune. La formazione è a cura della Monviso Salvamento Agency. Saluzzo città dei Corridoi umanitari. Il club con il Distretto raddoppia il contributo per la scolarizzazione della famiglia eritrea accolta dalla Caritas cittadina

Saluzzo, conviviale Rotary , Don Beppe Dalmasso, Alessandro Armando, Alessandra Tugnoli, Attilia Gullino

 

All’oratorio Don Bosco continuano i corsi legati al progetto “Saluzzo mi sta a cuore” sostenuto dal Comune e dal Rotary locale, condotto dalla Monviso Salvamento Agency.  Una opportunità formativa che si collega alle donazioni di defibrillatori fatte dal club e da altre associazioni a scuole, palestre e luoghi pubblici della città, andando a preparare, in modo allargato, i cittadini per una città “cardioprotetta” he riduce la mortalità legata a queste patologie.

"Si tratta di una formazione di primo soccorso e rianimazione cardiopolmonare  - ha spiegato l’assessore Attilia Gullino - in sigla chiamato Blsd, una formazione che prevede l’uso del defibrillatore automatico esterno e insegna le manovra salva vita di disostruzione per bambini e adulti.  Il corso, suddiviso in 4 seminari per gruppi da 30 persone, prevede attività didattica frontale e pratica.

Sono  123 gli iscritti, tra insegnanti dell’Istituto comprensivo di Saluzzo, del Nido Monnet, associazioni sportive, Carabinieri e al termine, riceveranno una certificazione regionale che ha validità due anni.

Sottolineata la  valenza della cultura della cardioprotezione che insegna ai cittadini come gestire al meglio la situazione di soccorso: se non direttamente con le manovre, sapendo cosa non fare e chi chiamare. 

Saluzzo “cardioprotetta” ma anche città di cuore, due concetti espressi in due service che sono propri della natura del Rotary, ha sottolineato Alessandra Tugnoli in qualità di vicepresidente, presentando nell'ultima conviviale, il progetto dei Corridoi Umanitari, a cui la Caritas di Saluzzo ha aderito, accogliendo una famiglia eritrea.

Il sodalizio saluzzese presieduto da Andrea Galleano, ha aperto infatti un fondo per la formazione culturale e l’apprendimento della lingua italiana dei 4 componenti, ritenendola fondamentale per l’integrazione. Il Distretto del Nord Ovest Rotary ha raddoppiato la cifra messa a disposizione, portandola a 4 mila euro.

Nel ringraziare i soci il direttore della Caritas cittadina don Beppe Dalmasso ha sottolineato l’importanza dell’appoggio e collaborazione già avviati in altre iniziative come il Natale nella Casa di prima accoglienza e l’aiuto all’Emporio solidale per i poveri della città.

Dell’iter di accoglienza della famiglia, ha parlato Alessandro Armando, con Virginia Sabatini referente del progetto,allargando il quadro con parole e immagini sui viaggi della speranza attraverso le rotte dei Balcani e del Mediterraneo per andare all’ appello di Papa Francesco "Condividete il viaggio con i migranti” che Caritas Saluzzo, l’unica della Granda, ha fatto suo.  Dai campi profughi dell'Etiopia è arrivata una famiglia eritrea, ora sistemata in un alloggio dell'organizzazione diocesana per un anno. In particolare il progetto è orientato al costruire un futuro ai giovani, passando per la scolarizzazione. I due figli della coppia, Alazar 24 e Abigayl 19 anni, inizieranno a frequentare le classi del Denina, in attesa di conseguire il diploma di terza media e scegliere un percorso di formativo o di studi.  “Crediamo che  grazie all’aiuto di tutti e alle relazioni solidali, si possa raggiungere una reale costruzione del loro futuro”.

 

 

vilma brignone

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