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Attualità | 19 marzo 2018, 12:15

Castellar chiede ufficialmente la fusione con Saluzzo

Come accaduto per Busca e Valmala, ora l’iter approderà ai Consigli comunali. Poi il referendum popolare a “carattere indicativo”. Il sindaco Eros Demarchi: “Motivazioni tecniche ed amministrative hanno reso obbligata la scelta per una realtà piccola come Castellar”

Una veduta su Castellar

Una veduta su Castellar

La “fase interlocutoria” sulla possibilità di fusione tra Castellar e Saluzzo è già terminata.

Dal Palazzo municipale del “paese degli spaventapasseri” è infatti partita la missiva (sottoscritta da tutto il gruppo di maggioranza), con la richiesta di “annessione” alla vicina ex capitale del Marchesato. Anzi, la lettera, è già stata ricevuta dall’ufficio protocollo del Comune di Saluzzo.

Ormai, dunque, è ufficiale.

Esattamente sulla falsariga di quanto accaduto per Busca e Valmala, ora si aprirà l’iter che prima approderà ai Consigli comunali dei due Enti coinvolti, e poi coinvolgerà le popolazioni, con una consultazione referendaria.

A confermarci il quadro della situazione Eros Demarchi, dal 2014 alla guida del paesino della Val Bronda.

Demarchi parla di “motivazioni tecniche ed amministrative” che hanno reso “obbligata la scelta per una realtà piccola come quella di Castellar”.

L’indiscrezione – aggiunge il primo cittadino – trapelata sui media ha preso in contropiede i cittadini, non c’è stato il tempo materiale per dare i giusti strumenti per farsi un’idea”.

Così non è stato, invece, per il gruppo di opposizione, interpellato da sindaco e maggioranza. “Per rispetto – continua Demarchi – abbiamo anche illustrato il progetto agli ex sindaci del paese”.

Ora, come detto, la palla passerà ai Consigli comunali sia di Castellar che di Saluzzo. Il primo dovrebbe riunirsi nei primi di aprile mentre l’assise saluzzese si riunirà giovedì 22 marzo, ma all’ordine del giorno non compare la fusione con Castellar.

Convocheremo un Consiglio ad hoc più avanti”, ci ha detto il sindaco Mauro Calderoni.

Le assemblee saranno chiamate ad approvare una delibera di indirizzo, il regolamento per il referendum popolare e tutti gli atti propedeutici.

Se, poi, si agirà come a Busca e Valmala, va detto che per le consultazioni popolari non sarà richiesto il quorum, e che l’esito delle urne non sarà vincolante nella scelta delle Amministrazioni comunali, ma avrà puramente un carattere indicativo.

Innegabili i vantaggi economici che potrebbero ricadere sul nuovo Ente, una volta terminato l’iter della fusione, di poco inferiori a due decine di milioni di euro.

Il processo però, riguarda anche altri fronti, non meno importanti.

In primis, lo “status”  dei territori agricoli di Castellar. Attualmente sono riconosciuti come montani. Cosa accadrà in caso di fusione con Saluzzo? “Continuerebbero a rimanere così. – dice il sindaco Demarchi – È stato il primo punto fermo richiesto alla Regione, per capire se proseguire con il discorso dell’accorpamento a Saluzzo”.

In secondo luogo, l’appartenenza di Castellar all’Unione montana dei Comuni del Monviso.

Giovedì scorso, in sede di assemblea dei sindaci, Demarchi ha informato i colleghi dell’Unione dell’intenzione di avviare il processo di fusione. Se si arriverà alla conclusione dell’iter, ovviamente, Casteller uscirà dell’Ente Unione. Post-fusione, il Comune di Saluzzo potrebbe chiedere il convenzionamento delle funzioni montane.

Ho informato personalmente sia il presidente dell’Unione Mario Anselmo, così come i sindaci di Pagno e Brondello, prima che la notizia diventasse pubblica” chiarisce Demarchi.

In ultimo, si tratterà di capire le reazioni degli altri due Comuni della Val Bronda, per l’appunto Pagno e Brondello: il primo aveva ufficialmente proposto una fusione come “politica di valle”, coinvolgendo tutti e tre i paesi. Anche Brondello aveva manifestato la propria “apertura” all’idea.

Prossimamente – conclude Demarchi – organizzeremo un incontro con la popolazione, per illustrare tutte le motivazioni che ci hanno fatto intraprendere questo tipo di percorso”.

Nicolò Bertola

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