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Attualità | 19 marzo 2018, 20:16

Ceva: l'assessore regionale Monica Cerutti in visita al centro antiviolenza (FOTO e VIDEO)

Nella mattinata di lunedì 19 marzo, alla presenza di amministratori, associazioni e forze dell'ordine, si è tenuto un incontro presso la sede della onlus "Futuro Donna"

Ceva: l'assessore regionale Monica Cerutti in visita al centro antiviolenza (FOTO e VIDEO)

Nella mattinata di oggi, lunedì 19 marzo, Monica Cerutti, assessore regionale alle Pari Opportunità, si è recata in visita presso il centro antiviolenza di Ceva, coordinato dalla onlus "Futuro Donna" e ubicato all'interno dell'Unione Montana delle Valli Mongia Cevetta Langa Cebana, in via Case Rosse 1 (località San Bernardino).

L'occasione si è rivelata propizia per confrontarsi con amministratori e associazioni locali sul delicato tema della violenza sulle donne, all'interno di un dibattito al quale hanno presenziato anche le forze dell'ordine, il direttore generale dell'Asl Cn1, Francesco Magni, e il direttore del DEA di Mondovì, Vera Bignone.

I LUNEDÌ NEI CENTRI ANTIVIOLENZA - L'assessore Cerutti ha precisato che "la visita odierna rientra nell'ambito dell'iniziativa 'I lunedì nei centri antiviolenza'; ogni lunedì mattina ne visitiamo uno e abbiamo constatato con piacere che la rete regionale si sta ampliando. Sabato, infatti, abbiamo inaugurato il quindicesimo a Chieri, nel Torinese, mentre a breve sarà la volta del sedicesimo, a Casale Monferrato. Vi assicuro che non si tratta di un numero piccolo: alla base di tutto vi è un progetto di rete articolato, che prevede il centro, gli sportelli, le collaborazioni con i servizi sociali e sanitari. Desideriamo fortemente che tutti questi centri siano collegati fra loro, grazie anche al supporto offertoci dalla legge regionale 4/2016, che ha messo nero su bianco il sistema, prevedendo una serie di azioni che necessitano di essere programmate congiuntamente". Ecco quali sono: "La prossima settimana presenteremo i progetti dei centri antiviolenza rispetto all'inserimento lavorativo e all'autonomia abitativa di chi esce da situazioni di violenza. Abbiamo in mente anche progetti rivolti ai maltrattanti, mediante l'attivazione di centri che lavorino su quest'aspetto. Sul fenomeno della violenza sulle donne sappiamo già molto, ma conosciamo anche l'importanza del lavoro di prevenzione e in alcune province si sta già lavorando in questa direzione, a partire dalle scuole e dal coinvolgimento di diversi soggetti presenti sul territorio. In sostanza, serve un sistema formato che sia in collegamento con gli altri servizi locali: è fondamentale fare rete con le istituzioni".

ALTRE INIZIATIVE - "A dispetto di ciò che potrebbe sembrare da una lettura iniziale - ha aggiunto l'assessore -, se aumenta il numero delle denunce, aumenta, di riflesso, l'emerso e diminuisce il sommerso. In ambito di accoglienza, a tal proposito, abbiamo creato 9 case protette a livello regionale e messo a bando la realizzazione di posti di emergenza e di seconda accoglienza. Per quanto riguarda invece le donne straniere, che faticano a denunciare anche per problemi con la lingua italiana, stiamo pensando di costruire progettualità condivise, con moduli che vadano sempre più incontro alla possibilità di farle evadere dalla loro situazione di difficoltà. Concludo con una statistica: più della metà delle donne vittime di violenza ha figli minorenni".

FUTURO DONNA - Anna Ardissono, presidente di "Futuro Donna", ha poi presentato l'associazione: "La nostra è una onlus di volontariato, nata il 23 giugno 2008. Sin da gennaio 2009 abbiamo aperto il servizio rosa, uno sportello di ascolto portato avanti dalle donne dell'associazione e, negli anni, abbiamo garantito l a reperibilità 24 ore su 24. Abbiamo realizzato un laboratorio di tessitura e cucito aperto a tutte le donne, che rappresenta un momento di aggregazione, e avviato diverse iniziative nelle scuole: abbiamo rivisitato giochi di società come la tombola e il gioco dell'oca e riscritto diverse favole su opuscoli da distribuire agli alunni per fare passare alcuni messaggi di non violenza, con anche una versione su pannelli 'spendibile' nelle materne. Abbiamo poi iniziato ad accompagnare i bambini in mensa, pensando alle mamme che lavorano e che non potrebbero farlo al posto nostro. Lo facciamo con le scuole di Niella Tanaro, Viola, Ceva e Mombasiglio"

INFORMAZIONI UTILI - La sede legale di "Futuro Donna" si trova presso la sede dell'Unione Montana, come anticipato in premessa. Vi è poi un punto decentrato presso il Comune di Mombasiglio, che garantisce una maggior riservatezza ad alcune vittime di violenza. Gli orari di apertura sono i seguenti: lunedì e mercoledì 14.30-16; giovedì 15-17.30; venerdì 9.30-10.30. Il martedì, invece, è operativa la sede di Mombasiglio (9.30-10.30). Riportiamo, infine, i recapiti dell'associazione: 373/5088683 (telefono), futuro.donna@tiscali.it (e-mail) e www.futurodonnapiemonte.it (sito internet). 

Alessandro Nidi

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