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Cronaca | 19 marzo 2018, 14:33

Racconigi, quarantenne condannato a 18 mesi di carcere per detenzione e spaccio di stupefacenti

Nel 2016 i carabinieri avevano trovato nella sua abitazione dosi di hashish e cocaina

Racconigi, quarantenne condannato a 18 mesi di carcere  per detenzione e spaccio di stupefacenti

I carabinieri durante una perquisizione del suo appartamento in via Roma a Racconigi nel novembre 2016 avevano trovato più di 200 grammi di hashish, in panetto e in dosi già confezionate, e 10 grammi di cocaina, oltre a bilancini di precisione e cutter, dopo che una persona lo aveva indicato come pusher. Gli inquirenti avevano anche controllato il suo cellulare, dai quali erano emersi numerosi contatti con alcuni ragazzi del paese conosciuti come abituali consumatori di droga.

M.T. 42enne di origine tunisina, a processo con l’accusa di detenzione e spaccio di stupefacenti, è stato condannato dal tribunale di Cuneo a 1 anno e 6 mesi di reclusione; una pena più alta rispetto agli 8 mesi chiesti dal pm.

A sua difesa era intervenuta la donna che aveva diviso la casa con lui, sostenendo che T. era una brava persona, si era sempre comportato bene. Ma nel periodo della perquisizione dei carabinieri aveva perso il lavoro e si era lasciato andare: “Ogni tanto fumava dell’erba, però non ho mai visto situazioni strane. Non c’erano persone che venissero a comprare sostanze, altrimenti lo avrei ripreso”.I militari avevano trovato anche del denaro, presunto ricavato della vendita della droga: “Quei soldi erano miei, servivano per pagare le bollette”, aveva precisato la donna.

Proprio verso di lei ha puntato il dito il legale di M.T.. Due anni prima i carabinieri avevano trovato nel negozio della signora hashish e cocaina: “Mi sembra perlomeno anomalo che nel 2016 siano state rinvenute lo stesso tipo di sostanze da lei e non c’entri nulla”, ha sostenuto il difensore. “Inoltre i messaggi scambiati fra T. e altri ragazzi erano frasi innocenti, come ‘vieni a prendere un caffè?’ o ‘posso venire a trovarti?’, che non dimostrano l’attività di spacciatore dell’imputato”.



Monica Bruna

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