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Sanità | 20 marzo 2018, 17:30

“L’ospedale di Verduno sarà operativo a gennaio 2019”: le rassicurazioni di Danilo Bono, Dg dell’Asl Cn2 (FOTO)

Una struttura di 10 piani, con uno sviluppo orizzontale, non a padiglioni. Al piano terra Pronto soccorso, sale operatorie, radiologia, Obi e rianimazione. Sotto tutti gli amburatori. Sopra i reparti di degenza

Il cantiere dell'ospedale di Verduno

Il cantiere dell'ospedale di Verduno

La consegna ad ottobre 2018. L’operatività a gennaio 2019.

Stando alle parole di Danilo Bono, direttore generale dell’Asl Cn2, fra 10 mesi potrebbero aprirsi le porte del presidio ospedaliero unico, che unirà le strutture di Alba e Bra.

Bono è intervenuto ieri (lunedì) a Cuneo, nell’ambito del convegno sul futuro della Sanità cuneese promosso da Federsanità Anci.

L’ospedale è costruito. – ha detto Bono – C’è, non frana, ed i vetri stanno su. L’unica preoccupazione di fronte ad una calamità p quella che sparisca la collina, non l’ospedale”.

70 PERSONE AL GIORNO NEL CANTIERE

Bono è sceso nel dettaglio, snocciolando alcuni dati in merito al maxi-cantiere del futuro ospedale. Qui lavorano, quotidianamente, una settantina di operai al giorno. “I reparti di degenza – ha detto il dg – sono ultimati all’85%, la parte tecnica per il 90% ed i locali di servizio per il 70%”.

STRUTTURA DA 10 PIANI, MA A SVILUPPO ORIZZONTALE

Una struttura di dieci piani, ovviamente, richiede una forte mobilità, implementata rispetto ai progetti iniziali. “Nonostante i tanti piani – ha precisato Bono – l’ospedale di svilupperà in orizzontale, abbandonando quindi la logica dei ‘padiglioni’”.

Al pian terreno troveranno posto Pronto soccorso, Obi (osservazione breve intensiva), rianimazione, radiologia e sale operatorie. L’accesso all’area materno-infantile sarà separato rispetto a tutto il resto.

Al piano “-1” vi saranno tutti gli ambulatori. Sopra il “piano 0”, invece, i reparti di degenza. “Così facendo – ha aggiunto il direttore generale – tutti i pazienti che giungeranno in ospedale, dovranno passare dal piano terra, sia che debbano recarsi agli ambulatori o che debbano poi proseguire per le degenze”.

ORGANIZZAZIONE INTERNA

Prende intanto sempre più forma anche l’interno dell’ospedale. Tutti i letti dei vari reparti sono stati acquistati. Elevate saranno sia la tecnologia che l’ergonometria degli interni.

Stiamo costruendo un sistema di consegna dei farmaci e dei presidi totalmente automatizzato sino direttamente al paziente. – le parole di Bono – Pensiamo al carrello che arriva direttamente in reparto, con l’identificazione della terapia del paziente. Su questo abbiamo ‘copiato’ alcuni dettagli dall’ospedale di Asti, sul quale siamo in contatto”.

Analogamente avverrà per il sistema di mobilizzazione dei pazienti: 11 chilometri di rotaie all’interno dell’ospedale creeranno un “sistema di sollevamento a soffitto, che allevierà anche il lavoro degli operatori”.

INTEGRAZIONE CON IL TERRITORIO

L’ospedale di Verduno lavorerò in stretta sinergia con le quattro case della salute presenti sul territorio, “delle quali due sorgeranno all’interno dei vecchi ospedali” ha detto Danilo Bono.

Sarà una struttura “spoke” per il trattamento delle acuzie. Per “spoke” si intende un presidio territoriale, che fa comunque riferimento all’ospedale “Hub”, centro di riferimento provinciale.

Con l’hub e con gli altri ospedali, Savigliano, Saluzzo, Mondovì e Ceva ci sarà un’importate correlazione. - ha illustrato il Dg - Avremo sale operatorie strutturate per affrontare qualsiasi tipo di urgenza, senza tralasciare l’attenzione per tutte le post-acuzie”.

IL TRASFERIMENTO DEI DUE OSPEDALI

Un’operazione complessa” l’ha definita Bono.

Tuttavia, il trasferimento di due ospedali in un’unica nuova struttura si presenta, agli occhi degli addetti ai lavori, vantaggiosa rispetto al “trasloco” di un solo ospedale.

Possiamo frazionare i tempi ed il territorio non patirà conseguenze” ha spiegato il direttore generale della Cn2.

“UNA FIABA CON UN LIETO FINE NON SCONTATO”

Non era così scontato che il finale di questa fiaba fosse ‘E vissero tutti felici e contenti’. Non potevamo non continuare con i lavori, al di là del contenzioso con il costruttore, dal momento che erano già stati spesi 100milioni di euro di risorse”.

Il dottor Bono non ha lesinato, col suo intervento, anche alcune critiche al progettista del nuovo ospedale (“Abbiamo oltre 14mila metri quadrati di vetrate: un dato che ci tengo a sottolineare, speriamo di non incontrarlo mai”).

C’è ancora tanto da lavorare. – ha aggiunto il Dg – Di pari passo con gli aspetti logistici, punteremo anche ad una gestione del personale più ottimizzata possibile.

Grazie alla sinergia anche con l’Azienda ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo e con l’Asl Cn1 otterremo risultati soddisfacenti, a favore di un territorio che non dev’essere municipalizzato ma europeizzato”.

Nicolò Bertola

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