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Agricoltura | 21 marzo 2018, 21:20

Coldiretti: continua il contrasto alle agromafie

E' importante l'azione dell'Osservatorio sulla criminalità nell'agricoltura e sul sistema agroalimentare

Coldiretti: continua il contrasto alle agromafie

“Il volume d’affari complessivo annuale delle agromafie è salito a 21,8 miliardi di euro con un balzo del 30% nell’ultimo anno con la filiera del cibo (produzione, trasporto, distribuzione e vendita), che è divenuta una delle aree prioritarie di investimento della malavita”.

E’ quanto afferma Coldiretti in occasione della XXIII Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Furti di attrezzature e mezzi agricoli, racket, abigeato, estorsioni, o con il cosiddetto pizzo anche sotto forma di imposizione di manodopera o di servizi di trasporto, di guardiania e di caporalato alle aziende rurali, sono gli ambiti di ingerenza più diffusi nella produzione agricola secondo l’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare promosso dalla Coldiretti con il procuratore Giancarlo Caselli alla guida del Comitato Scientifico.

Dai dati emersi dal quinto rapporto Agromafie elaborato da Coldiretti, Eurispes e Osservatorio, tra le 106 province italiane, il nord del Paese entra nei primi posto della classifica, relativa all'intensità dell'agromafia, con Genova e Verona rispettivamente al secondo ed al terzo posto. Il Piemonte occupa con Torino e Cuneo il ventisettesimo ed il ventottesimo scalino, fino a scendere nella graduatoria con Alessandria al quarantaduesimo e con Asti, Biella, Novara, Verbania e Vercelli che si trovano dal settantacinquesimo al settantanovesimo posto.

“Come evidenziano i dati - commentano Roberto Cabiale, vicepresidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale - la filiera del cibo, dalla sua produzione al trasporto, dalla distribuzione alla vendita, ha tutte le caratteristiche necessarie per attirare l’interesse delle organizzazioni malavitose. Ben vengano, quindi, i controlli effettuati dalle Forze dell’ordine grazie ai quali siamo in grado di far venire alla luce casi che in altri Paesi, dentro e fuori l’Ue, non verrebbero smascherati. I vari organi preposti per presidiare il territorio svolgono un ruolo anche a difesa della salute dei cittadini, dell’ambiente e del territorio stesso, oltre che del tessuto economico”.  

c.s.

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