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Cronaca | mercoledì 21 marzo 2018, 17:01

Borgo San Dalmazzo, accusò falsamente un fornitore per non pagarlo: proprietaria di un bar condannata a 2 anni per calunnia

La vittima era stata denunciata per aver falsificato una cambiale

Foto di repertorio

Si trovava in difficoltà economiche e per questo motivo avrebbe tentato di bloccare un pagamento denunciando falsamente un fornitore per aver firmato una cambiale da 26 mila euro. B.V. è stata condannata ieri per calunnia a 2 anni.

L’imputata era proprietaria di un bar a Borgo San Dalmazzo. Gli affari, come confermato da alcuni ex dipendenti, non erano mai andati bene, tant’è che il locale aveva chiuso i battenti nel 2015. B.V. qualche tempo prima della chiusura aveva denunciato il fornitore che, a suo dire, avrebbe compilato e firmato una cambiale rilasciata in bianco per l’acquisto di una partita di caffè, falsificando anche il timbro del bar.

La posizione giudiziaria di quest’ultimo era stata archiviata. Nel corso di una perizia disposta dal gip la cambiale risultò infatti come sottoscritta dalla V.

Secondo il pm Alessandro Borgotallo l’imputata aveva messo in atto la calunnia “perfetta”, denunciando la vittima che sapeva essere del tutto estranea alle accuse.

La difesa ha sostenuto che il giorno in cui la cambiale fu firmata B.V. si trovava in vacanza, e pertanto non avrebbe potuto sottoscriverla. La denuncia da lei presentata fu fatta “contro ignoti”, quindi senza la volontà di incolpare direttamente il fornitore, potendo pertanto configurare, in assenza di dolo, una simulazione di reato,

Il giudice, condannando l’imputata, ha anche disposto che la sospensione della pena sia subordinata al pagamento entro sei mesi della provvisionale alla vittima, che si era costituito parte civile.

Monica Bruna

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