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Cronaca | 22 marzo 2018, 16:28

Guaritore "dalle mani calde" di 70 anni arrestato per violenza sessuale

Ora ai domiciliari. L'uomo, residente in un comune della Val Grana, è accusato anche di esercizio abusivo della professione medica. Operazione della Polizia di Stato di Cuneo dopo la denuncia di una donna

Guaritore "dalle mani calde" di 70 anni arrestato per violenza sessuale

La Polizia di Stato di Cuneo (Squadra Mobile – II Sezione Reati contro la persona, in danno di minori, reati sessuali), al termine di una delicata attività investigativa, realizzata anche con l’utilizzo dei presidi tecnici, ha eseguito la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di A.F., settantenne italiano residente in un comune della Valgrana, indagato come autore del delitto di violenza sessuale, commesso nei confronti di una donna cuneese.

Le indagini prendevano le mosse della denuncia-querela presentata dalla vittima che, tempo prima, si era rivolta all’uomo, noto in zona come guaritore “dalle mani calde” che, attraverso manipolazioni, riusciva ad alleviare i dolori muscolari e articolari delle persone.

E’ stato proprio durante una di queste sedute, avvenuta nei locali dell’esercizio commerciale di proprietà dell’indagato, che A.F., già condannato in passato per fatti analoghi, dopo aver indotto la donna a credere che per il massaggio decontratturante occorresse che lei si denudasse, approfittava della circostanza per palpeggiare la vittima che, una volta resasi conto delle reali intenzioni dell’uomo, riusciva prontamente a sottrarsi alla violenza.

Il racconto dettagliato e coerente della persona offesa e l’esito delle successive indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Cuneo (P.M. dr.ssa Marinella PITTALUGA), hanno determinato quest’ultimo Ufficio giudiziario a formulare richiesta di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere; il GIP del Tribunale di Cuneo ha disposto l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, misura eseguita nei giorni scorsi dalla Squadra Mobile.

L’indagato dovrà rispondere, oltre che del reato di violenza sessuale, anche di quello di esercizio abusivo di una professione.

c.s.

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