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Ad occhi aperti | 25 marzo 2018, 19:38

Dolore e ricordo: Cuneo avrà una “via martiri delle foibe”? - Mystic River

La Storia (sì, con la “s” maiuscola) non può essere argomento di discussione, o almeno non dovrebbe esserlo

Dolore e ricordo: Cuneo avrà una “via martiri delle foibe”? - Mystic River

“Mystic River” è un film americano del 2003 scritto da Brian Helgeland a partire dal romanzo “La morte non dimentica” di Dennis Lehane, e diretto da Clint Eastwood.

Un terribile fatto di cronaca, l'uccisione di una ragazzina, sconvolgerà il gruppetto di amici d'infanzia composto da Sean, Jimmy e Dave; la giovane vittima è infatti la figlia dello stesso Jimmy e Sean il detective responsabile di chiudere il caso. Dave, abusato in tenera età da uno sconosciuto e con evidenti problemi psicologici, verrà suo malgrado invischiato nella faccenda fino alle estreme conseguenze.

Il dolore e il ricordo sono argomento di discussione, per il genere umano, fin dall'alba dei tempi e questo lo sappiamo più o meno tutti. La loro analisi ha ispirato a lungo ogni tipo di arte, e allo stesso tempo ogni tipo di comportamento umano: le cronache dei giornali sono piene di esempi perfetti.

E di dolore (anche, ovviamente, non solo) si è parlato nel corso dell'ultimo consiglio comunale del nostro capoluogo di provincia, Cuneo, in più di un solo modo; l'argomento, infatti, è ha toccato diversi ordini del giorno attraverso il riferimento alla Resistenza e alla Guerra di Liberazione, e addirittura ha varcato i confini territoriali spostandosi in Siria, promuovendo una riflessione sulla situazione attualmente esistente ad Afrin.

La mozione su cui vorrei soffermarmi di più, però, è quella presentata dal consigliere comunale Beppe Lauria in merito all'intitolazione di una futura strada di Cuneo ai “martiri delle foibe”, evento storico a suo dire ancora troppo misconosciuto e spesso ignorato dalla concezione comune.

Non mi addentrerò nell'eterno dibattito sulle foibe, perché non è compito mio ma di tutti gli storici che studiano il fenomeno da decenni, ormai. Voglio però prenderlo a esempio per la mia riflessione, che si basa tutta su un concetto soltanto: ha senso questa “guerra alla sofferenza”, questa corsa a chi ha sofferto di più? Ha senso fare del dolore un'arma con cui colpire chi pensiamo non gli renda sufficientemente giustizia?

È un po' quello che succede in “Mystic River” con il personaggio di Jimmy, interpretato da un ottimo Sean Penn; la morte improvvisa e violenta della figlia lo spinge a rinchiudersi nel proprio dolore e a utilizzarlo come carburante per la propria rabbia, tanto da arrivare a uccidere una delle persone con cui è cresciuto nel disperato tentativo (errato, tra l'altro) di dare giustizia a quella stessa morte.

Cadere nello stesso errore è facile. Molto, tanto quanto è forte il dolore che ci ha colpiti. Ma la Storia (sì, con la “s” maiuscola) non può essere argomento di discussione, o almeno non dovrebbe esserlo: ricordiamo i martiri delle foibe, così come tutte le altre vittime di tutti gli altri massacri ingiustificati e insensati, quindi, con la speranza che finalmente si giunga a una chiara e unica visione dei fatti accaduti.

s.g.

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