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In&Out | 25 marzo 2018, 15:03

Roberto e Ilaria tra i "bugia nen" del nord Europa: "Siamo partiti senza un progetto definito... ma amiamo i cambiamenti!"

"Ci mancano il cibo, le montagne, la famiglia e le amicizie più care. Ma qui c'è davvero meritocrazia e uguaglianza"

Roberto e Ilaria

Roberto e Ilaria

A volte l'opportunità di costruirsi una nuova vita, diversa da quella già avviata da tempo soprattutto perché impostata sulle abitudini e i ritmi di un luogo che non è quello in cui siamo nati e cresciuti, arriva grazie ad agganci e conoscenze personali. Perché no, spesso anche da altre esperienze simili o da carriere scolastiche particolari.

E a volte invece (specialmente in questi anni 2,3,4.0) dal mondo dei social network, una realtà tanto vasta e potenzialmente efficace quanto quasi del tutto sconosciuta.

Questo è il caso di Roberto e Ilaria, di Genola, da qualche tempo belgi d'adozione (di Bruxelles). Con loro abbiamo fatto quattro chiacchiere.

- Dalla Granda a Bruxelles il passo non mi sembra così breve. E' stata una decisione difficile quella di "cambiare aria"?

Roberto: Non é stato un vero e proprio percorso studiato a tavolino, diciamo che "é successo"! Mi spiego: da qualche tempo discutendo in coppia sui massimi sistemi avevamo entrambi espresso il desiderio di qualcosa di nuovo, ma in realtà non esisteva nessun progetto ben definito, poi in giorno quasi per caso ho scovato un’offerta di lavoro interessante su Linkedin... ed è cosi’ che l’avventura è cominciata!

Ilaria: Per quanto mi riguarda, no! Di carattere amo i cambiamenti. Diciamo che ho visto in questa occasione una nuova opportunità lavorativa per il mio compagno e  una grande opportunità per me per imparare cose nuove (lingue) e avere delle opportunitá lavorative differenti.

- Come è cambiata la vostra quotidianità, a Bruxelles? Avete qualche aneddoto da raccontarci?

Roberto: La giornata è abbastanza diversa! Essendo in una grande città i ritmi sono decisamente differenti rispetto al paese a cui siamo abituati in provincia (mezzi pubblici al posto della macchina, pranzo fuori invece che a casa da mamma). Una cosa simpatica da dire c'é: il ritmo dei belgi non è sicuramente dei più frenetici, per cui potrei definirli i “bugia nen” del nord Europa e questo mi fa sentire un po’ come a casa!

Ilaria: La mia vita è cambiata parecchio perchè al mattino ora mi alzo e vado a scuola di francese anzichè andare a lavorare. Sicuramente vivere in un paese dove di base é difficile capire e farsi capire (cose semplici come fare la spesa in primis: ingredienti, marchi, nomi dei preparati... qua é tutto un misto tra francese e olandese) é una vera sfida. Sapevo di doverla affrontare e mi conforta vedere attorno a me, molti "sulla stessa barca" cosí quando inizi ad andare ai corsi di francese si creano le prime amicizie con gente che arriva davvero da ogni parte del mondo. Quello che dice Roberto è vero, i ritmi dei belgi sono molto lenti, sicuramente pensavo di risolvere le questioni burocratiche più in fretta, pero’, a differenza dell’Italia, una cosa che mi rende molto felice è che vedo che qua si applica lo stesso metro di misura a tutti, per davvero!

- Recentemente avete avuto una disavventura elettorale. Come volete commentare la cosa?

Roberto: Sicuramente ho provato una gran rabbia, non tanto per il voto mancato ma più che altro per la mancata prontezza delle istituzioni che mi rappresentano. La legge parla chiaro, ci sono 90 giorni per fare l’iscrizione AIRE, c’è un portale, un servizio (che paghiamo), mi aspettavo un po’ di intraprendenza da parte del funzionario non un gelido “e io che ci posso fare?” Questo è esattamente il tipico atteggiamento che ti fa perdere la fiducia al primo round.

Ilaria: Il voto è un diritto, quindi dovrei poter scegliere liberamente di andare o non andare a votare, non vedermelo negato a causa di procedure consolari. Abbiamo inoltre visto servizi alla televisione di schede elettorali rubate e contraffate all’estero, quindi mi viene da dire: siamo stati vittime inconsapevoli? qualcuno controllerá? Solo per evitare di stupirsi a posteriori che sia tutto pilotato, come spesso accade.

- Cosa vi manca della provincia Granda, adesso che siete lontani?

Roberto: Di sicuro il cibo e le montagne, oltre alla famiglia e le amicizie piú care.

Ilaria: Confermo per il cibo, i parenti e gli amici! Posso poi aggiungere un po’ il tempo (atmosferico) ma non avendo ancora passato un intero anno qua, non ne ho piena certezza.

s.g.

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