/ Overcooking

In Breve

domenica 13 gennaio
domenica 06 gennaio
sabato 29 dicembre
sabato 15 dicembre
domenica 09 dicembre
Food XXX Contest
(h. 12:08)
domenica 02 dicembre
Fast Food Challenge
(h. 09:50)
domenica 25 novembre
sabato 17 novembre
domenica 04 novembre
domenica 28 ottobre

Che tempo fa

Cerca nel web

Overcooking | sabato 31 marzo 2018, 07:15

Emmentaler Watson

Entrare in un centro commerciale alle porte di Pasqua è essere accolti (come un giovane imperatore romano o un dittatore in piedi su una Berlina) da ali d’uova pastello....

Emmentaler Watson

“Come si può governare un paese che ha 246 varietà differenti di formaggio?”

(Charles De Gaulle)

“Questa è una nazione che tende “alpèggio” “

(G. Innocenti)

 

Entrare in un centro commerciale alle porte di Pasqua è essere accolti (come un giovane imperatore romano o un dittatore in piedi su una Berlina) da ali d’uova pastello, mura di colombe variamente glassate e agnellini meringati, il tutto in un’atmosfera pre-primaverile vagamente isterica e zuccherata da un’ipnotica filodiffusione.

Avvicinarsi al bancone dei formaggi e degli affettati solleticati dal ricordo d’una cena avvenuta molti anni prima a casa d’un amico fraterno d’origini svizzere che preparò per noi riso con pollo magro e frutta sciroppata, tagliata alla marmellata e fonduta con pane raffermo, quindi mettersi a frugare fra i formaggi punti alle nari da casearie suggestioni.

E lì vederlo, “l’esperto enogastronomico”, con gli occhialini tondi da medico nazista e i baffi prensili che torna a tormentare con dita fresche di manicure, il tutto confezionato dall’iconica giacca con le toppe ai gomiti (senza olio di) e una stinta camicia di jeans da seduttore di liceali.

“Ha bisogno d’aiuto?”

“Alla modica cifra di?”

“Non vendo niente. Sono solo un membro ONAF, consiglio i clienti sugli acquisti” (toccata di baffi).

“ONAF?”

“Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggi” (doppia toccata di baffi).

“ Io cercavo un po’ di Emmenthal”.

“Ahi.”

“Ahi cosa?”

“L’ha pronunciato con la h”.

“E lei come fa a saperlo?”

“Esperienza” (i baffi, di nuovo).

“Se anche fosse?”

“Nelle definizioni ufficiali non si usa più la h da tempo. E si scrive in minuscolo. Ma non si preoccupi. C’è molta confusione su questo formaggio.”

“Ah si?” chiedere inumando un cubitale “sti cazzi” (orfani di baffi da tormentare).

“Si. Noi italiani identifichiamo l’emmental con la groviera che invece deriva dal francese “guyère” e si riferisce a un tipo di formaggio a pasta dura prodotto nel cantone di Friburgo, che non ha niente a che vedere col famoso formaggio coi buchi, di cui di fatto è sprovvisto. Che poi si può dire sia “il” groviera che “la” groviera.”

“Come per il clitoride.”

“Scusi?”

“Niente. Ma tornando a noi, avete un po’ di Emmental, minuscolo e senz’acca?”

“Abbiamo un ottimo emmentaler” (grosso lavorìo di baffi):

“…” (tacere per non dargliela vinta).

“Gli svizzeri (l’originale Emmental è del cantone di Berna) ne hanno tardivamente difeso la paternità ottenendo il DOP solo per il termine “emmentaler””.

“E che differenza c’è?”

“Nessuna, è solo un problema di topos”.

“Che parlando di formaggi mi sembra sensato”.

Silenzio. Coi baffi.

Valutando la totale assenza d’ironia dell’assaggiatore iniziare una lenta manovra di smarcamento fatta di “d’altronde” e sorrisi da piazzista e a quel punto proprio vederla, tra il reparto surgelati e l’ortofrutta, con la permanente sbagliata color turchese e i cento chili in novant’anni, l’ischemica paresi di disprezzo alla Umberto Bossi e le calze color carne, varicosa e letale come una badante slava al capezzale del nonno:

la Vecchia.

La folla pasquale si apre al suo passaggio come il Mar Rosso a un Mosè arteriosclerotico e le commesse, traumatizzate da precedenti scontri, fanno il passo indietro che mai farà Matteo Renzi.

Espettorando, col fischietto dell’enfisema che la segue come il campanellino d’un gatto, vederla puntare il bastone ortopedico contro la banconista con la pinza in mano (quando una vecchia con un bastone incontra una giovane con una pinza…) ed esclamare: “Dov’è l’Emmenthal?”.

Fissare l’assaggiatore (pallido come il fantasma d’un imbianchino) inghiottire la correzione preferendo la sopravvivenza  a una maiuscola e ad un’acca, quindi ascoltare il silenzio improvviso e pesante come una sconfitta a tavolino con la morte.

 

(Continua…)                                                                                                                       (Germano Innocenti)

 

Germano Innocenti

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore