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Al Direttore | sabato 14 aprile 2018, 17:43

"La notizia del rinvio della riapertura della linea ferroviaria della Val Roya, è perlomeno scandalosa"

Riceviamo e pubblichiamo

"La notizia del rinvio della riapertura della linea ferroviaria della Val Roya, è perlomeno scandalosa"

"La notizia del rinvio della riapertura della linea ferroviaria della Val Roya, è perlomeno scandalosa". Lo scrive Sergio Scibilia, presidente Associazione Giuseppe Biancheri

Così continua la sua lettera.

"Non dimentichiamo che: il trasporto ferroviario è un servizio pubblico che deve essere garantito e non può continuare ad essere fornito con un bus sostitutivo; Sono stati spesi 29 milioni di soldi pubblici stanziati dal Governo Italiano e spesi al 80% per opere in territorio francese; Il Governo francese non ha rispettato gli impegni presi con quello italiano; La guerra , persa dall’Italia, è finita 70 anni fa e per troppi anni l’Italia ha garantito la sicurezza della linea con soldi propri, fornendo grossi benefici, anche economici, alla Francia; Da Ventimiglia a Limone, la tratta ferroviaria è al 80% in territorio francese; l’interesse di un collegamento ferroviario efficiente riguarda anche anche i Comuni della Val Roya francese , che per turismo, affari e quant’altro, sono collegati con la Liguria e con il Piemonte; La linea collega Nizza con Torino e con la Svizzera, un dorsale importante per unire il Mediterraneo con le Alpi, nel segno dell’ambiente, della mobilità dolce, della libertà di movimento.

La Associazione Giuseppe Biancheri chiede al Governo Italiano di dare garanzie ai cittadini affinché non venga calpestato il diritto alla mobilità e vengano rispettate le promesse pubbliche sulla riapertura della linea per il 01 maggio.

Siamo stanchi di essere colpiti da continue pietre in faccia da parte del Governo Macron, orgogliosi di essere concittadini di Giuseppe Biancheri, politico che ha lottato per decenni per sconfiggere l’isolamento tra Liguria e Piemonte e ha voluto la realizzazione di questa infrastruttura.

La AGB chiede l’intervento della Unione Europea affinché sia garantito il diritto alla libera circolazione anche per i cittadini italiani, senza muri, senza frontiere, senza ostacoli, senza reti.

Vogliamo tornare alla normalità, vogliamo il nostro Treno delle meraviglie, vogliamo unirci con i nostri fratelli francesi della Val Roya , vogliamo che le stazioni ferroviarie siano delle mete turistiche, dei sti storici da visitare e non diventino “caserme di intolleranza e di diffidenza“ , riportando le lancette della storia a momenti tristi ancora nella memoria di tanti noi, non vogliamo tornare a vivere in una Europa con barriere nazionalistiche e localistiche, difendiamo una identità europea.

Non vogliamo pensare che qualcuno tenti di ritornare ai tempi del “ Ramo Secco, dopo aver speso 29 milioni di euro e scoprire che era solo uno scherzo. I

ntervenga la Corte dei Conti a verificare l’utilità di questo Intervento è delle opere eseguite.

È ora che il Governo Italiano si dia una svegliata e non si faccia mangiare la minestra in testa da nessuno, compresi i nuovi Napoleon".

lettera firmata

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