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In&Out | 15 aprile 2018, 13:30

"Il nostro viaggio ci ha permesso di riscoprire la bellezza del casuale": il lento giro nell'Est del mondo di Stefano e Giulia

"Ci sono mancati fin da subito gli affetti, la famiglia, le montagne, la neve, la possibilità di cucinare. E il dormire su un letto... solo!"

"Il nostro viaggio ci ha permesso di riscoprire la bellezza del casuale": il lento giro nell'Est del mondo di Stefano e Giulia

Vivere con lentezza, assaporando tutto ciò che succede e tutte le persone con cui si viene a contatto (o tutto quello che si riesce ad assaporare nei limiti del possibile): sembra un'utopia nel nostro mondo di oggi, non è vero?

Possibile. Molto probabile. Ma c'è chi invece ce l'ha fatta, almeno per un anno intero: parlo di Giulia e Stefano, due giovani buschesi che nel 2016 hanno effettuato un viaggio lungo appunto un anno per il sud-est asiatico.

Con loro, abbiamo fatto qualche chiacchiera.

- Partiamo dal principio: da dove arriva la vostra passione per il viaggio e il viaggiare?

Giulia: La nostra passione per il viaggio nasce tempo fa, seppur diversa. Nel 2010 Stefano è andato in Australia 7 mesi prendendo aspettativa dal lavoro, mentre io non ho mai fatto grossi viaggi, ero più una tipa da vacanza standard; il nostro primo viaggio nel 2013 ci ha portati in India e per me era la prima esperienza così lontana e in un paese poco conosciuto.

Stefano: La mia idea era di andare soltanto in due, ma invece abbiamo optato per un viaggio in gruppo. Siamo tornati del tutto innamorati dell'India e poco tempo dopo ci siamo detti che avremmo voluto più tempo per viaggiare nelle nostre vite. D'altronde un sufi turco, anni fa, mi ha letto il futuro in una tazzina di caffé e mi ha detto che avrei intrapreso un giro interno al mondo!

Giulia: A me una volta piaceva molto andare a mille, avere cento impegnied essere molto organizzata ma l'India mi ha insegnato la necessità di prendersi del tempo per rallentare un po'.

- Siete stati in molti paesi dell'est del mondo. Come mai questa scelta?

Stefano: Sì, il viaggio che abbiamo intrapreso nel 2016 ci ha portati nel sud-est asiatico. Avevamo pensato di partire proprio dal lì, spostandoci poi man mano negli altri stati, ma procedendo abbiamo capito davvero che l'obiettivo non era il "giro del mondo" di per sé ma vivere con più lentezza, prendendo quel che viene come viene.

Giulia: Tante cose non sono andate come pensavamo, il "programma" è mutato molto a seconda anche dei pareri delle persone che abbiamo incontrato. Ma è stato un bene, forse.

- Recentemente avete toccato anche la Russia; che impressione vi hanno lasciato i luoghi della Transiberiana?

Giulia: La Russia è stato uno di quei paesi che ci hanno colpito di più; ci siamo andati senza troppe aspettative e ci è piaciuta moltissimo, sia culturalmente che nei rapporti con le persone. Il popolo non è affatto freddo o poco disposto al contatto umano, anzi: a primo impatto potranno sembrare chiusi, ma non si tirano indietro mai per aiutare un turista in difficoltà.

Stefano: Sulla Transiberiana abbiamo fatto quattro giorni interi, incontrando una gran quantità di personaggi di ogni età e tipologia. Siamo anche scesi, durante le tappe lunghe, in alcune delle città che costellano la tratta: lì diverse persone vendevano ai passeggeri vari prodotti alimentari e spesso abbiamo comprato da loro, per non usare sempre il vagone ristorante.

- Dalla vostra esperienza è nato anche un blog. Volete parlarcene?

Stefano: Prima di partire abbiamo pensato che sarebbe stato bello scrivere e condividere le esperienze su un blog. Postavamo foto giornalmente sulle pagine social, e articoli più completi una volta ogni settimana o ogni due.

Giulia: Il blog inizialmente era più legato alla passione per la fotografia di Stefano ma adesso è bello avere una traccia scritta, rileggere e rivedere le cose dopo un po' di tempo. Non l'abbiamo comunque fatto con l'intenzione di sponsorizzarci; a volte è stato anche bello non dire niente, non scrivere niente, ma viversi l'esperienza e basta.

- Nel corso dei vostri viaggi cosa vi è mancato di più di Busca, e in generale della nostra provincia?

Giulia e Stefano: Ci sono mancati fin da subito gli affetti, la famiglia, le montagne, la neve, la possibilità di cucinare. E il dormire su un letto... solo!

s.g.

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