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Attualità | lunedì 16 aprile 2018, 09:02

A Vinitaly 2018 la Granda "si conferma scrigno di eccellenze, in favore di territorio e imprenditori"

A parlare è il viceministro delle Politiche Agricole e Alimentari Andrea Olivero: la Granda è stata tra i protagonisti della kermesse di settore

La presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, il viceministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Andrea Olivero, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia , insieme a numerose altre autorità, hanno inaugurato, a Verona, la 52ª edizione di Vinitaly: per stand e numero di visitatori la più importante rassegna del mondo riservata al vino.

Fino a mercoledì 18 aprile operatori e appassionati del settore potranno conoscere e degustare le migliori produzioni mondiali del prelibato nettare ricavato dalla lavorazione dell’uva. Gli espositori sono 4388 provenienti da 36 Paesi. Di questi, 644 arrivano dal Piemonte e ben 359 dalla provincia di Cuneo. I vini presentati complessivamente nei padiglioni raggiungono quota 15.298, dei quali 2226 piemontesi.

In Italia, il settore gode di ottima salute e, per il terzo anno consecutivo, si conferma primo produttore mondiale con 40 milioni di ettolitri e un fatturato corrispondente di 12,8 miliardi di euro. Seguono la Francia (37,2 milioni di ettolitri) e la Spagna (36,8 milioni di ettolitri). Una fetta consistente del mercato italiano ha preso la strada dell’estero: 21,1 milioni di ettolitri (+3,5%) per un controvalore di 5,9 miliardi di euro (+6,2%).

Numeri che ci collocano al secondo posto mondiale nella partita complessiva dell’export, preceduti sempre dai nostri concorrenti storici: la Spagna con 22,64 ettolitri sul fronte quantità e la Francia, con 9,1 miliardi di euro, a livello di fatturato.

L’aumento delle esportazioni e il primato mondiale nella produzione - commenta il viceministro Olivero - confermano le grandi potenzialità di un settore che, in Italia come all’estero, è sinonimo di eccellenza e di qualità. Fino a ora è stato fatto un buon lavoro. Abbiamo creduto nella cultura del vino. Per questo motivo è fondamentale proseguire il percorso iniziato, con investimenti mirati nel comparto e ulteriori semplificazioni capaci di migliorare l’offerta delle nostre imprese.

Soddisfacente è la quota delle denominazioni di origine italiane che, grazie ai controlli, garantiscono qualità e sicurezza. I vini Docg sono 74; i Doc, 332; gli Igt, 118; con un valore di produzione equivalente a 8,2 miliardi di euro e un importo dell’export di 4,97 miliardi di euro. In questo contesto, il Piemonte, con 59 denominazioni e 352 milioni di euro del valore di produzione è la terza regione per impatto economico, mentre la provincia di Cuneo, con 18 denominazioni e 189,4 milioni di euro del valore di produzione, è prima in ambito regionale e quinta in Italia.

Il Cuneese - sottolinea Olivero - si conferma scrigno di eccellenze e la scelta di sviluppare le indicazioni geografiche sta dando i risultati sperati. Si è creato un sistema vincente. Tutto ciò non solo dà lustro al territorio, ma crea reddito alle imprese e consente la giusta remunerazione agli imprenditori del settore: riconoscimento economico che, spesso, non avviene per i prodotti non certificati.

La provincia di Cuneo ha anche ricevuto in fiera un importante riconoscimento. Dopo l’inaugurazione, infatti, il viceministro Olivero ha consegnato a Roberto Costa di Castellinaldo, contitolare con il fratello Marco della Teo Costa, il premio dedicato ai produttori benemeriti della vitivinicoltura italiana. L’azienda si è fatta conoscere per alcune iniziative improntate a valorizzare i vini di Roero e Langa. In particolare è all’avanguardia nelle produzioni senza aggiunta di solfiti.

c.s.

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