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Attualità | lunedì 16 aprile 2018, 09:31

Il Pd cuneese avvia l’autocritica all’insegna dello slogan: “Ricominciamo”

All’assemblea di sabato scorso a Savigliano l’analisi della sconfitta dei parlamentari Chiara Gribaudo e Mino Taricco. Sullo sfondo del confronto, ma in ombra, le vicende della crisi che sta interessando l’amministrazione comunale guidata da Giulio Ambroggio

Il Pd cuneese avvia l’autocritica all’insegna dello slogan: “Ricominciamo”

Il Partito Democratico, dopo la sconfitta elettorale del 4 marzo, riparte cercando il dialogo nei circoli e lo fa iniziando proprio da Savigliano, città dove, in questi giorni, si respira un’aria pesante nella maggioranza di centrosinistra in conseguenza delle dimissioni dell’assessore ai Lavori Pubblici Isabella Botta.

La parola d’ordine portata all’esame di iscritti e simpatizzanti, nell’assemblea di sabato scorso, presieduta dal segretario cittadino Marco Paonne, è stata: “Ricominciamo”, un primo tentativo per cercare di capire perché la gente ha voltato le spalle al Pd. Una serie di riflessioni attraverso cui amministratori e militanti sono stati chiamati ad interloquire nella sala del Mutuo Soccorso con i rappresentati istituzionali alla ricerca di una nuova linea, che appare comunque difficile individuare dopo la debacle elettorale e le tensioni interne che si registrano in queste settimane.

L’analisi svolta dall’onorevole Chiara Gribaudo, pur considerando come il voto al Pd nel Cuneese sia andato meno peggio che da altre parti, ha evidenziato che di errori ne sono stati fatti tanti, a partire dal referendum del dicembre 2016 dove il partito si è “incartato”. “E proprio per questo – ha affermato Gribaudo - si deve ora fare tutti un esame di coscienza e ricominciare, non già scegliendo l’Aventino, ma l’opposizione (che è altra cosa) perché il Pd è alternativo ai populisti che stanno dimostrando ogni giorno che passa di non essere affidabili.

Bisogna tornare a parlare con la gente, con le associazioni; serve anche una nuova classe dirigente – ha chiosato la Gribaudo ribadendo, prima di abbandonare la sala per altri impegni - che la politica si è spostata troppo su televisione e rete, dove movimenti e partiti hanno trovato terreno fertile per catturare facili consensi.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il senatore Mino Taricco che ha parlato di strategie sbagliate, riferendosi soprattutto alla comunicazione, con tempistiche “demenziali”, come l’assenza di smentite ufficiali sugli addebiti nelle bollette della luce, notizia che ha avuto un certo effetto in rete. Taricco ha posto l’accento sul reddito di inclusione, entrato in funzione solo dopo le elezioni. “Senza parlare poi – ha aggiunto – della disattenzione verso i corpi intermedi della società e dei contratti di lavoro andati porto anche questi solo dopo le elezioni.

L’esponente Pd ha ancora puntato il dito su uno stile che allontanava gli elettori dal partito per una certa supponenza, tradotta in piemontese da Taricco con: “siete troppo blagheur”.

Tornando al tentativo di capire perché anche chi ha ottenuto vantaggi nelle scelte operate dal Pd, poi non lo abbia votato, l’assessore regionale Francesco Balocco, confidando di essere oggi più renziano di quanto non lo fosse prima, ha detto che non è sufficiente ricordare ad ogni piè sospinto la non democraticità dei 5 Stelle. “Occorre saper analizzare la situazione più approfonditamente con il dialogo diretto con la gente, le associazioni, tornare a tessere quei rapporti con la società civile che in larga parte sono mancati.”

Pochi gli interventi della platea (una sessantina di persone circa) sulle problematiche locali, salvo l’invito dell’onorevole Gribaudo a superare i campanilismi sul tema della gestione dell’acqua. Per quel che concerne invece l’aspetto più propriamente legato alla fase critica che sta attraversando l’amministrazione saviglianese, il capogruppo della formazione “La Nostra Savigliano” (emanazione del Pd), Rocco Ferraro, è arrivata l’esortazione “a cambiare passo” e l’invito rivolto al sindaco Giulio Ambroggio “ad assumere un atteggiamento più inclusivo”.

Chi si aspettava qualcosa in più dalle ultime vicende politiche saviglianesi è stato comunque deluso. Del resto i panni sporchi si lavano in casa e non certo nelle assemblee pubbliche.

Giovanni Monsello

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