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Cronaca | 18 aprile 2018, 17:00

“Non voleva che gli fossero prese le impronte digitali”: condannato a otto mesi per resistenza a pubblico ufficiale

L’uomo era stato portato in Questura per l’identificazione dopo una lite presso un bar di Cuneo nel 2017

“Non voleva che gli fossero prese le impronte digitali”: condannato a otto mesi per resistenza a pubblico ufficiale

Quando alle sei del mattino del 27 marzo 2017 erano intervenuti i poliziotti della Squadra Mobile la lite era già finita. Davanti ad un bar in piazza Europa a Cuneo c’erano due persone ubriache. Una sdraiata a terra, che risultò essere estranea ai fatti, mentre l’altro uomo era in piedi, farfugliava, aveva un labbro tagliato.

Questi, portato in Questura per gli accertamenti del caso, fu trovato in possesso di un documento emesso in Romania, che non aveva alcun valore legale: “Era troppo ubriaco per parlare, perciò decidemmo di prendergli le impronte digitali”, ha riferito l’agente davanti al giudice. Fu a quel punto che G.V. iniziò a dare in escandescenze: “Urlava, si dimenava, dava testate contro i muri, ci ha respinti con calci e pugni perché non voleva sottoporsi ai rilievi dattiloscopici. Abbiamo dovuto ammanettarlo e chiamato il 118 perché era ingestibile”.

L’uomo, di nazionalità rumena, è stato condannato dal tribunale di Cuneo a 8 mesi di reclusione per resistenza a pubblico ufficiale.

Per la difesa il suo comportamento non fu rivolto a impedire che i poliziotti svolgessero atti d’ufficio, ma al suo stato di ubriachezza.

Monica Bruna

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