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Cronaca | 18 aprile 2018, 14:07

Saluzzo, non si fermò dopo aver causato un incidente: condannato a 22 mesi di reclusione

Il fatto avvenne il 20 aprile 2016, il giovane guidava ubriaco

Saluzzo, non si fermò dopo aver causato un incidente: condannato a 22 mesi di reclusione

E’ stato condannato a 6 mesi di arresto e 1.500 euro di ammenda per guida in stato di ebbrezza e a 1 anno e 10 mesi di reclusione per omissione di soccorso A.R., trentenne di Castellar, che la sera del 20 aprile 2016 a Saluzzo causò due incidenti, a pochi minuti l’uno dall’altro. Il giudice ha disposto anche la revoca della patente per un anno e la confisca del veicolo.

Alla guida di un fuoristrada il giovane prima aveva tamponato un’auto proveniente da corso Piemonte, poco dopo si era scontrato frontalmente contro un’altra vettura, che nell’impatto fu spinta contro una colonnina del distributore di benzina. A bordo c’erano due donne e una bambina che restarono lievemente ferite. La vittima dell’incidente ha riferito in tribunale che subito dopo aveva chiesto al conducente di scendere dalla sua auto: “Ma lui mi aveva guardato e se n’era andato”. La donna ha precisato di aver prima sporto querela per poi ritirarla, avendo ricevuto risarcimenti da parte dell’assicurazione per i danni fisici e dall’imputato per i danni morali.

Il titolare di un bar sentito ha testimoniato in aula che A.R. la sera degli incidenti aveva bevuto un paio di bicchieri di pastis. Uno degli agenti della Polstrada di Saluzzo ha riferito che fu facile risalire al responsabile del sinistro: il suo fuoristrada nell’impatto aveva perso la targa: “Ci dirigemmo verso la sua abitazione a Castellar. Fu lì che incrociammo un’auto che ci fece i fari . A bordo c’era A.R., ferito e sotto shock e la compagna, perché volevano tornare sul luogo dell’incidente. Misurammo il tasso alcolico, sopra i limiti, e visionammo il fuoristrada, parcheggiato nel cortile, danneggiato nella parte frontale”.

Il difensore Marco Camisassi aveva chiesto l’applicazione del minimo della pena per la mancanza di dolo e l’avvenuto risarcimento alla vittima: “Non ritengo che si sia dileguato dopo l’incidente. Anche A.R. era rimasto ferito, sanguinava e appena arrivato a casa aveva chiesto alla compagna di riportarlo indietro”.

Monica Bruna

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