Curiosità
mercoledì 18 aprile 2018, 14:03

Busca: in programma per l'ultima domenica di maggio una visita ai canyon dell'alabastro rosa

Il Comune organizza escursioni con guide e bus-navetta gratuiti, in occasione della Fiera. Le iscrizioni si ricevono da mercoledì 2

Dopo il grande successo delle prime visite ai suggestivi canyon dell’alabastro rosa di Busca organizzate nel 2016 e nel 2017, quando il Comune aveva dato vita, insieme al Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Torino all’iniziativa dal titolo “I tesori di Busca, alla scoperta della città in un viaggio tra cultura e scienza”, si ripropone una giornata di escursioni per domenica 27 maggio, in occasione della Fiera di Maggio.

Le iscrizioni si riceveranno da mercoledì 2 maggio.

La riscoperta delle cave che si trovano sulla bella collina buschese, versante dell’Eremo, aveva anche portato alla pubblicazione del libro di  Emanuele Costa e Alessandra Marengo “L'Alabastro di Busca e le sue Cave” e a un programma di recupero e rilancio del sito archeologico e storico che si trova sulla collina dell’Eremo, che quest’anno continua con un’opera di diffusione nelle scuole e con la nuova giornata di visite accompagnate e gratuite.

Spiega l'assessore alla Collina Ezio Donadio: “A grande richiesta riproponiamo un’altra giornata pensata per valorizzare il nostro patrimonio ambientale e monumentale . Nella steso giorno, al pomeriggio si svolgeranno  due visite guidate, alle ore 15 e alle 17 con partenza da piazza Regina Margherita,  alle chiese del centro dove è stato utilizzato il marmo rosa delle cave di Busca. Ricordo e sottolineo che la zona delle cave non può essere visitata senza accompagnamento. La Città sta provvedendo al ripristino dell’area come sito di ricerca scientifica e storica e luogo di escursione, ma essa, che si trova su una proprietà privata, non può essere visitata se non in occasioni come questa.

La visita ai canyon avrà la durata di circa un'ora con partenze in bus navetta gratuite da piazza F.lli Mariano alle ore: 9.30 – 10.30 – 11.30- 15.00 – 16.00 – 17.00.

Prenotazioni telefoniche al numero del centralino del municipio 0171.948611  oppure sul luogo al momento della partenza, salvo esaurimento posti.

In caso di condizioni meteo avverse  le visite saranno rimandate. 350 mila anni fa La collina di Busca, sia dal punto di vista geologico che ambientale ha tanto da dire e dare  al turismo ambientale di qualità che si sta sviluppando ultimamente, con i risvolti scientifici e storici connessi, che sono quanto mai interessanti.

Per quanto riguarda questi ultimi aspetti, le cave di alabastro di Busca, come hanno avuto modo di spiegare i due  ricercatori dell’università di Torino in diversi incontri divulgativi, rappresentano un “scrigno” in quanto antichissime grotte, formatesi almeno 350.000 anni fa (a tanto si ferma per ora la datazione in base alle ricerche fin qui concesse dai fondi a disposizione), venute in parte a cielo aperto in seguito all’erosione della collina sovrastante. 

Si tratta di cinque gole di lunghezza variabile, fino a oltre un centinaio di metri, profonde anche una trentina, che si trovano  sulla collina dell’Eremo, versante orientale, a quota 650 metri, particolarmente suggestive, dai variegati colori che muovono dal rosa scuro al verde muschio, anche a seconda di come vi incide la luce nelle varie ore del giorno.

L’alabastro di Busca è una roccia calcarea, composta essenzialmente da calcite che si è deposta sotto forma di stalattiti, stalagmiti e altre concrezioni che, se sottoposte a tecniche sofisticate, permettono di determinare il clima presente nell’area a partire da glaciazioni molto più antiche dell’ultima, alla quale risale per esempio l’unica altra area sede di ricerca scientifica di paleoclima del Piemonte, Rio Martino di Crissolo, dove i sedimenti fin qui analizzati si fermerebbero a 10.000 anni fa.

Dal punto di vista storico, ed in particolare della storia dell’arte, inoltre, l’impiego dell’Alabastro di Busca è stato diffuso in chiese e case nobiliari dalla metà del Settecento fino alla metà del secolo scorso in tutto il Piemonte ed anche in Francia in tante opere di pregio. La più recente e curiosa presenza dell’Alabastro di Busca è stata rinvenuta nella composizione di un caminetto attribuito alla casa di Napoleone ad Ajaccio. Quanto fosse ritenuto prezioso in quelle epoche è testimoniato anche dal fatto che in diverse chiese esso venisse imitato con dipinti, come nella parrocchia Maria Vergine Assunta e nella chiesa della Santissima Trinità.

c.s.

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