/ Attualità

Attualità | 19 aprile 2018, 09:13

Cuneo, un cartello negli impianti sportivi dell'ASD Olmo: "Gli allenamenti ad aprile si svolgeranno senza la presenza dei genitori"

Una decisione presa a seguito di un diverbio tra due genitori. Commentano dalla società: "Chiediamo ai genitori di stringere con noi un'alleanza educativa, non intendiamo escluderli, ma auspichiamo un atteggiamento che consenta di lavorare in un clima sereno, soprattutto per il bene dei bambini"

Cuneo, un cartello negli impianti sportivi dell'ASD Olmo: "Gli allenamenti ad aprile si svolgeranno senza la presenza dei genitori"

A settembre 2017 il giornale Linkiesta aveva pubblicato un articolo dal titolo: "Portate via i genitori dalle scuole, subito".

Una condanna a quello che viene chiamato il parent involvement, i cui effetti, secondo l'articolo, sono stati catastrofici. Cosa dovrebbe fare, allora, un genitore? "Preparare il campo e defilarsi, lasciando finalmente ai ragazzi l'onere e l'onore di scegliere, di sbagliare e di schiantarsi contro i muri, che poi non sono altro che le declinazioni del verbo “crescere”, si legge.

Preparare il campo ma poi uscirne, dal campo. Nella vicenda che stiamo per raccontarvi, la cosa è stata presa alla lettera. E riguarda il mondo dello sport, accostabile, per molti versi, a quello della scuola. 

La società ASD Olmo, nelle persone dei responsabili tecnici della SCUOLA CALCIO JUVENTUS (SETTORE GIOVANILE) - Roberto Viviani e Vincenzo Corongiu - hanno infatti parlato ai genitori di alcuni bambini (classe 2010) e detto loro, in poche parole: "Vi chiediamo di non avvicinarvi al campo di allenamento per un po'"

Tutto è nato a seguito di un episodio che ci è stato segnalato da un genitore: accompagnato il proprio figlioletto per l'allenamento, ha trovato un cartello (in foto) con scritto che, a causa delle intemperanze di qualcuno e per garantire un clima sereno in particolare per i ragazzini, ai genitori non sarebbe stato permesso assistere agli allenamenti dei figli per tutto il mese di aprile.

A questo papà, che ha espresso totale approvazione per la decisione della società sportiva, è stato spiegato, così come agli altri, il perché di quel cartello, conseguenza di una discussione piuttosto accesa tra due genitori avvenuta a seguito di un diverbio di gioco tra i rispettivi figlioletti. I bambini, in campo, sono stati gestiti dal mister; fuori, invece, la discussione si è particolarmente animata - senza arrivare alle mani -, creando un certo imbarazzo anche tra i piccoli giocatori.

E' Roberto Viviani a commentare la vicenda: "Sono scene che fanno male a tutta la società e abbiamo deciso di intervenire, chiedendo ai genitori di evitare comportamenti di questo tipo, in particolare davanti ai bambini. Quell'episodio fortunatamente si è chiuso rapidamente, ma vogliamo che il cartello faccia riflettere. La regola deve valere per tutti: nel momento in cui decidono di portarci i loro figli, accettano un patto educativo che mette al centro il bambino. Non vogliamo più sentire genitori che imprecano o che, dagli spalti, durante gli allenamenti, danno indicazioni di gioco ai propri figli e dicono loro che cosa e come lo devono fare. I bambini hanno due allenatori, i genitori devono rispettare i ruoli e avere un atteggiamento che crei un clima di alleanza costruttiva".

Ieri sera, tra l'altro, nel salone della Pro Loco, l'Olmo ha organizzato un incontro proprio su questo tema, dal titolo "Calcio come scuola di vita, alleanza educativa tra allenatori, genitori e figli", con l'intervento di una psicologa. "La società ci crede molto ed è per questo che abbiamo promosso l'incontro"

Ancora Viviani: "Chiediamo ai genitori di stringere con noi un'alleanza educativa, non intendiamo escluderli da questo percorso, anzi, lo riteniamo un errore, ma auspichiamo un atteggiamento che consenta di lavorare in un clima sereno, soprattutto per il bene dei bambini".

Barbara Simonelli

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium