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Cronaca | 19 aprile 2018, 15:15

"Il tuo amico è un bel ragazzo", messaggio ad amica sfocia in aggressione del fidanzato: condannato a sei mesi

La vittima: “Ero allibita, non avevo nulla da nascondere”

"Il tuo amico è un bel ragazzo", messaggio ad amica sfocia in aggressione del fidanzato: condannato a sei mesi

Erano in procinto di andare a convivere, ma quello che accadde nella notte dell’8 maggio 2017 portò alla rottura della relazione. Un trentenne saviglianese è stato condannato questa mattina a 6 mesi di reclusione (pena sospesa) per violenza privata, lesioni e danneggiamento. La vittima è una giovane carabiniera che ha ritirato la costituzione di parte civile dopo essere stata risarcita dall’ex fidanzato.

Avevo scritto ad un’amica che un suo amico era un bel ragazzo, il mio compagno lesse il messaggio e si arrabbiò”, ha ricordato la giovane donna in tribunale. “Iniziò a farmi mille domande, agitandosi sempre di più. Io cercavo di minimizzare, ma lui chiedendomi chi fosse quello lì mi strappò il cellulare di mano e lo ruppe in due. Quindi mi prese per le spalle e mi fece sbattere la testa contro il letto, chiedendomi di dirgli il nome di quel ragazzo. Non glielo dissi per paura che se la prendesse anche con lui. Poi mi diede altri due schiaffi in faccia e lentamente si calmò, dicendo che se avesse voluto farmi veramente del male avrebbe fatto tutt’altro. Ero incredula”, ha concluso la ragazza. “Aveva perso la testa per un messaggio così innocente, io non avevo nulla da nascondere”.

La giovane si era presentata il mattino successivo in caserma per prendere servizio. “Era agitata, piangeva”, ha spiegato un collega carabiniere. “Disse che quella notte era stata picchiata dal compagno. Fotografammo le lesioni, una ferita lacero contusa sul capo, un ematoma sotto l’occhio e ecchimosi sul braccio, prendemmo la querela e la accompagnammo al pronto soccorso”.

Il pm aveva chiesto la condanna a 10 mesi. La difesa invece l’assoluzione o il minimo della pena, perché non sarebbe stata vittima di nessuna costrizione e per l’avvenuto risarcimento.



Monica Bruna

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