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Attualità | 20 aprile 2018, 17:38

"A Confindustria Cuneo non interessa l’opinione del MoVimento 5 Stelle sul servizio idrico in Granda"

Riceviamo e pubblichiamo

"A Confindustria Cuneo non interessa l’opinione del MoVimento 5 Stelle sul servizio idrico in Granda"

Oggi si é tenuto a Cuneo un “confronto pubblico sul servizio idrico in provincia di Cuneo” organizzato da Confindustria presso la sua sede di Corso Dante.

Invitati ad esprimere la propria posizione sul tema i parlamentari ed europarlamentari cuneesi. Presenti i neoeletti in Parlamento, onorevoli Perosino e Ciaburro (in rappresentanza anche dell’On. Crosetto) del centrodestra, i riconfermati onorevoli Gribaudo e Taricco, per il PD, e l’europarlamentare Cirio, sempre per il centrodestra. Gli onorevoli Bergesio e Gastaldi della Lega hanno inviato per iscritoo la loro posizione, della quale é stata data lettura. E il MoVimento 5 Selle, principale forza politica del Paese?

La portavoce in Parlamento Fabiana Dadone, non potendo intervenire per un impegno pregresso non derogabile, aveva dato piena delega per intervenire al
“confronto” al consigliere regionale Campo, supportato dal consigliere comunale di Bra, Allasia.

Ebbene, al consigliere Campo é stata negata la parola sulla base del fatto che non era un parlamentare sancendo che una lettera é meglio di un delegato per esprimere una posizione politica e, di fatto, che non interessa a Confindustria Cuneo l’opinione del MoVimento 5 Stelle sul tema in discussione oggi. Probabilmente perché profondamente difforme dalla sua e chiaramente argomentata.

Quello a cui si é assistito in questo “confronto” che se non fosse per il valore istituzionale dei partecipanti non potrebbe che essere definito una farsa, é stata la sostanziale riedizione degli ultimi cinque anni di resistenza serrata alla scelta della soluzione interamente pubblica per la gestione del servizio idrico integrato in provincia di Cuneo. Si sono risentite le solite stantie argomentazioni sulla legittimità, sostenibilità e democraticità della scelta da parte dell’On. Perosino. Argomentazioni affrontate in oltre tre anni di discussioni e disamina della questione da parte degli enti locali della Granda. Abbiamo sentito da parte dell’On. Cirio, oltre all’elegia dell’efficienza e superiorità del privato rispetto al pubblico, un bel “Bah” a commento del risultato avverso del referendum del 2011 che sancì, attraverso l’abrogazione delle norme che obbligavano ad una gestione privata con remunerazione garantita. Esito che un parere della Corte Costituzionale sancì valere come forte indicazione di una scelta popolare per una gestione interamente pubblica.

Ci é toccato ascoltare valutazioni di merito normativo e finanziario contenute nella lettera degli onorevoli leghisti che ci chiediamo dove fossero negli ultimi tre anni mentre queste questioni venivano sviscerate, in particolare nell’ultimo anno di serrato confronto sul nuovo Piano d’Ambito. Imbarazzanti le considerazioni dell’On.Ciaburro sulla necessità di rivedere la scelta fatta dall’assemblea dei Sindaci dell’Ato, il cui Comune, Argentera, del quale era Sindaco, ha votato per la gestione pubblica in quella stessa assemblea (ma ci era andato il vicesindaco, non lei, é stata la spiegazione).

L’unica posizione a difesa della scelta fatta e del faticoso percorso di trasparenza e condivisione che ha tentato di comporre inutilmente le diverse posizioni dei territori della Granda, é venuta dall’On. Gribaudo, purtroppo non troppo sostenuta dal suo collega Taricco il quale si é limitato a dire che se le norme quello prevedevano, il percorso andava rispettato.

Riteniamo quindi assente dal “confronto” di stamattina una posizione rispettosa della sostanza del Referendum del 2011 e della lunga e faticosa strada che ha portato alla scelta totalmente pubblica per il gestore unico provinciale del SII. Prima provincia in Piemonte a dover fare tale scelta, che assume quindi anche un carattere profondamente simbolico e di esempio.
Sconcertante inoltre il fatto che nell’ambito del “confronto” siano state lanciate accuse al limite dell’infamante nei confronti della gestione del passaggio al gestore unico da parte dell’EGATO4, con la sua Presidente Bruna Sibille in sala e anch’essa privata della possibilità di intervenire a fronte di insinuazioni molto gravi lanciate contro l’operato suo e dell’ambito che rappresenta, di mancanza di trasparenza, volontà di nascondere informazioni e dati ai Sindaci e di opera di raggiramento nei confronti di alcuni Sindaci.

Il MoVimento 5 Stelle ha sostenuto fin da prima della sua nascita nel 2009 l’importanza cruciale dell’acqua come bene pubblico, che oggi nessuno osa più mettere in dubbio, e della gestione interamente pubblica come unica soluzione virtuosa che sottopone al controllo diretto e democratico dei cittadini che ne usufruiscono, il servizio idrico integrato. Servizio fondamentale per la vita ed il benessere delle persone, per l’igiene e la salubrità delle nostre case e dei nostri corsi d’acqua. Una gestione che, a nostro parere, non può e non deve essere affidata a chi ha come obiettivo il profitto, anche se sotto il controllo, più o meno attento, della mano pubblica.

L’acqua pubblica é la prima delle 5 stelle del MoVimento e nel 2011 fummo la forza politica che sposò la causa referendaria fin dai primi passi, con una mobilitazione totale a sostegno dell’iniziativa. Per noi, la scelta avrebbe già potuto essere compiuta nel 2015, come previsto dalla legge, ma abbiamo rispettato e seguito con attenzione la scelta di costruire un nuovo Piano d’Ambito e di cercare una lunga mediazione con chi era contrario all’indirizzo già emerso del gestore interamente pubblico. Oggi possiamo dire con forza che chi si oppone per motivi di trasparenza, democraticità e condivisione lo fa in modo pretestuoso. Così come chi si appiglia a questioni normative e finanziarie.

Riteniamo prive di appigli reali le minacce di ricorso, che sono lanciate sul tavolo della discussione in modo molto subdolo e quasi ricattatorio, contro la programmazione proposta ed approvata e la scelta compiuta e possiamo anzi garantire che non resteremo a guardare di fronte ad eventuali tentativi concreti di sovvertire il percorso iniziato con la scelta del gestore unico pubblico.

Fabiana Dadone deputata
Mauro Campo consigliere regionale in Piemonte
M5S cuneese

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