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Cronaca | venerdì 20 aprile 2018, 13:37

Cuneo, adescava uomini soli, li narcotizzava e li derubava: nei guai una minorenne e il suo complice

Due gli episodi accertati, ma la Polizia sospetta che siano di più e invita le eventuali vittime a farsi avanti e a presentare denuncia

Cuneo, adescava uomini soli, li narcotizzava e li derubava: nei guai una minorenne e il suo complice

Non ancora 18enne lei, una bella ragazza di origini rumene residente nel monregalese che si faceva chiamare Bianca; 25enne lui, albanese. Fidanzati e conviventi, avevano architettato un modo per fare soldi compiendo rapine ai danni di uomini di mezza età, non sposati né accompagnati. Il giovane è stato arrestato e deve rispondere di rapina aggravata ed estorsione. La ragazza (che compirà 18 anni tra qualche mese) si trova adesso in una comunità in Toscana ed è accusata di concorso in rapina.

Il modus operandi è stato accertato in due casi, a seguito di denuncia da parte delle vittime. Ma il sospetto degli uomini della Squadra Mobile e della sezione Reati contro il patrimonio della Polizia di Stato è che siano di più. L'invito delle forze dell'ordine è quello di denunciare eventuali altri episodi. 

I fatti sono accaduti a Cuneo e risalgono a circa un mese fa. Una giovane e avvenente ragazza, in un caso ad una cena e in un altro al supermercato, era riuscita ad adescare due uomini di mezza età, carpendo la loro fiducia e facendosi invitare a casa. Una volta lì, la bella minorenne, che aveva sempre detto di avere 25 anni, così come risulta anche dal suo profilo Facebook, in atteggiamenti che lasciavano poco spazio all'immaginazione, convinceva le sue vittime a bere un drink, precedentemente alterato con un potente ansiolitico, il Ritrovil. Gli uomini cadevano così in un sonno profondo, rendendosi conto, una volta svegli, di essere stati derubati.

Nei due episodi sono stati sottratti portafogli, carte di credito e, in un caso, anche la macchina di uno dei due uomini, poi restituita. 

La ragazza non agiva mai da sola, ma ad attenderla era sempre presente il suo complice e fidanzato, pronto ad intervenire in caso di bisogno. Era lui l'intestatario del telefono usato dalla minorenne ed era sempre lui che, in caso di chiamata da parte delle vittime, minacciava gli uomini dicendo loro di non denunciare il fatto perché, in caso contrario, sarebbero stati a loro volta denunciati per aver avuto rapporti con una minorenne. Rapporti che in realtà non si sarebbero mai consumati, in quanto la narcotizzazione avveniva prima di qualunque sviluppo della serata.

Come si è risaliti ai due? In particolare tramite intercettazioni e analisi dei tabulati telefonici, che hanno permesso di collegare la minorenne con l'albanese e di ricostruire la rete di spostamenti dei due. Di poco conto il bottino, ritrovato poi in casa dei due.

Il questore Giuseppe Pagano, così come il capo della Mobile Marco Mastrangelo, assieme all'ispettore Giancarlo Floris della sezione reati contro il patrimonio, hanno evidenziato come reati di questo tipo spesso non vengano denunciati in quanto le vittime provano vergogna. L'invito, invece, è proprio quello di presentarsi in Questura, per poter consentire agli inquirenti di ampliare il quadro degli episodi di cui dovranno eventualmente rispondere i due fidanzati rapinatori.

Barbara Simonelli

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