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Attualità | 23 aprile 2018, 16:10

73mila libri da salvare: piccolo spiraglio di luce per la biblioteca di padre Sergio a Marmora

E' stato coinvolto l'assessorato alla Cultura della Regione Piemonte. La Parigi: "Vorremmo che restasse in quell'area. Quello che ci interessa è il valore culturale, non quello economico"

73mila libri da salvare: piccolo spiraglio di luce per la biblioteca di padre Sergio a Marmora

Ci potrebbero essere sviluppi per la biblioteca di Marmora, 73mila volumi collezionati in quasi 40 anni dal monaco benedettino padre Sergio De Piccoli che lassù, a 1532 metri di altitudine, aveva scelto di vivere in preghiera, lavoro e silenzio. Alla sua morte, avvenuta a settembre 2014, a testimonianza di lui e della sua vita è rimasta quella biblioteca, di cui è difficile prevedere il destino. E il cui valore non è ancora stato definitivamente acclarato: c'è chi parla di milioni di euro, perché ci sarebbero volumi antichi o edizioni rarissime; c'è chi parla di poche centinaia di migliaia di euro. 

La storia di padre Sergio è tornata alla ribalta perché tra quelle che si incrociano nel film "La terra buona" di Emanuele Caruso, regista albese. La pellicola sta avendo un successo inaspettato, forse, ma sicuramente meritatissimo.

Sulla biblioteca di Marmora esiste una lunga querelle tra il Comune e l'ex badante di Padre Sergio. La proprietà dell'edificio che ospita la biblioteca e dove ancora vive Daniele, il badante, è della Diocesi di Saluzzo. 

C'è una donazione, del 2007, a favore del Comune, che si era impegnato a costruire una biblioteca. Padre Sergio voleva, infatti, che la biblioteca restasse per sempre lì, in valle Maira, un dono per tutti. Ma con quali soldi costruirla? Esiste poi un testamento, successivo alla donazione, a favore proprio di Daniele, nominato erede dei libri dallo stesso benedettino. C'è stato, più recentemente, un coinvolgimento della Fondazione CRC, come ci aveva confermato il presidente Giandomenico Genta.

Ma forse, per la prima volta, c'è un interessamento che potrebbe definirsi super partes: quello della Regione Piemonte, come ci confermano al telefono dall'assessorato alla Cultura presieduto da Antonella Parigi.

"I sindaci della valle Maira ci hanno sottoposto la questione. Sappiamo che è complicata ma ci piacerebbe fare qualcosa. Adesso stiamo procedendo con le verifiche, non sulla base di un calcolo economico ma soprattutto culturale. Ci piacerebbe, ovviamente, che i libri restassero in quell'area ma, ripeto, siamo ancora nella fase di studio, per capire come possiamo intervenire per salvaguardare un patrimonio davvero importante".

Barbara Simonelli

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