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Cronaca | 23 aprile 2018, 13:42

Ex direttore del tribunale di Saluzzo a processo per assenteismo: assolto per vizio totale di mente

Era stato arrestato nel marzo 2016. Il commento dell’imputato: “E’ stata restituita la mia dignità umana e professionale”

Ex direttore del tribunale di Saluzzo a processo per assenteismo: assolto per vizio totale di mente

Era stato arrestato il 7 marzo 2016, dopo circa sei mesi di indagini durante le quali gli uomini della Guardia di Finanza di Cuneo, coordinati dal procuratore aggiunto Gabriella Viglione, lo avevano seguito di giorno e di notte, controllato tramite un apparecchio Gps applicato sotto la sua vettura e analizzato le sue utenze telefoniche, trovandolo a sbrigare faccende personali, o a rientrare a casa senza timbrare l’uscita dall’ufficio.

Processato con l'accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato U.M., ex direttore amministrativo presso la sede distaccata del tribunale di Saluzzo all’epoca dei fatti (gli anni 2014 e 2015), è stato assolto in quanto non imputabile per vizio totale di mente. Il pm Viglione aveva chiesto la condanna a due anni e due mesi.

Le indagini della Procura erano partite a seguito di segnalazioni e lettere anonime che denunciavano alcuni comportamenti discutibili di M.. A queste si erano aggiunte denunce presentate dai colleghi verso ignoti per sparizioni e danneggiamenti. La stessa dirigente amministrativa lo aveva visto in un bar a Cuneo mentre si sarebbe dovuto trovare al lavoro a Saluzzo. Il danno calcolato per l’erario ammonterebbe a poco meno di 10 mila euro, somma che non sarà risarcita.

Le lettere anonime facevano riferimento a suoi allontanamenti durante gli orari di servizio. Ma era risultato anche che si trovasse nei locali del tribunale in piena notte, senza ragione”, aveva riferito in udienza il luogotenente della Guardia di Finanza Stellavatecascio. Il giorno dell'arresto “aveva già timbrato prima delle 7,30 come era solito fare. Lo abbiamo trovato in un bar mentre leggeva il giornale”. Alla fine le sue assenze avrebbero influito sugli arretrati dell'ufficio dibattimento dell'ex tribunale saluzzese.

In dibattimento le perizie delle parti, accusa e difesa, avevano concordato sul fatto che l’imputato, all’epoca dei fatti, fosse affetto da seminfermità mentale derivante da una patologia psichiatrica. Secondo i difensori Chiaffredo Peirone e Flavio Manavella, nonostante soffrisse di quella grave malattia, oltre ai problemi famiglari, l’imputato avrebbe lavorato tante ore in più e le assenze sarebbero state fatte durante i periodi di permessi.

U.M., che attualmente ricopre il ruolo di direttore amministrativo al tribunale di Cuneo, ha commentato così la sentenza: “Sono contento dell’esito del processo che ha restituito la mia dignità umana e professionale. Sono stati anni difficili, ringrazio i miei avvocati e tutti coloro che mi sono stati vicini nei momenti più complicati e dolorosi”.



Monica Bruna

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