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Curiosità | 25 aprile 2018, 13:31

Elogia della cartolina, mezzo antico ma modernissimo

Nacque nel 1870, durante la comune di Parigi, quando la posta doveva essere leggera perché veniva trasportata in pallone ed ebbe subito successo per il suo costo ridotto rispetto alla lettera

Elogia della cartolina, mezzo antico ma modernissimo

Diceva Ennio Flaiano: "La maggior parte legge le fotografie e guarda gli articoli.

Questa fulminante battuta risulta più che mai attuale e riguarda la sintesi comunicativa  che oggi viene affidata a Twitter, WhatsApp, Facebook, e a tutto il pianeta giornalistico online che ha soppiantato i giornali tradizionali con i lori lunghi pezzi. Direte è il nuovo che avanza e invece no, è quello che ritorna, basta pensare alla “cartolina” che è infinitamente più giovane della lettera.

Nacque nel 1870, durante la comune di Parigi, quando la posta doveva essere leggera perché veniva trasportata in pallone ed ebbe subito successo per il suo costo ridotto rispetto alla lettera, un privilegio pagato con la riduzione dello spazio e la perdita della privacy del messaggio. Poi è esplosa con l’Esposizione Universale del 1889, quando furono stampate trecentomila cartoline con la nuovissima Tour Eiffel.

Gli autori più sofisticati guardavano con sospetto quell’irrefrenabile diffusione di immagini. Ma era solo snobismo momentaneo perché i surrealisti si innamorarono subito dell’estetica naif delle cartoline, spiazzando la grafomania degli scrittori, che si convertirono presto al punto che Victor Hugo scrisse, dietro ad un cartolina di un castello diroccato “il passato è bello solo così, in rovina”.

Nella prima guerra mondiale un grande traffico di cartoline legava i soldati alle retrovie. Ma c’era anche chi, come Maccari, rimpiangeva i tempi della marcia su Roma e mandava ogni giorno, dal  primo ottobre, una cartolina a Flaiano con scritto “Il 28 ottobre si avvicina”. E anche la morte trovava il suo posto nella cartolina, come quella mandata sotto falso nome dal diciassettenne D’Annunzio, ansioso di farsi notare, alla “Gazzetta della Domenica” annunciando la propria fine a seguito di una caduta da cavallo.

Ma forse la cartolina migliore fu quella spedita da Hemingway poco prima di suicidarsi, a un amico: “Comunque ce la siamo proprio spassata”.

Quindi a ben vedere questo mezzo che appare antico in realtà è modernissimo, avendo generato l’attuale comunicazione che alcuni novelli snob tendono a volte a demonizzare; nulla di più retrogrado, la cartolina dimostra come il passato possa essere un progresso quindi digitiamo pure, con un’unica semplice avvertenza: facciamo attenzione a non trasformare noi stessi in una “cartolina”.

Piercarlo Malvolti

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