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Cronaca | 26 aprile 2018, 16:47

Savigliano, processo per la novantenne ereditiera lasciata in stato di abbandono: chieste condanne fino a cinque anni per i tre imputati

La difesa del geometra amministratore dell’anziana: “Non si è appropriato di un solo centesimo”

Savigliano, processo per la novantenne ereditiera lasciata in stato di abbandono: chieste condanne fino a cinque anni per i tre imputati

E’ iniziata questa mattina la discussione del processo Giusiana. Per “una storia di solitudine e di interesse economico” il pm Carla Longo Longo ha chiesto la condanna a 4 anni e 6 mesi di reclusione per il geometra B.V,, amministratore di fatto del patrimonio dell’anziana vedova e a 5 anni per A.R., amica di famiglia che andava ad accudirla, entrambi accusati di appropriazione indebita, maltrattamenti e abbandono di persona incapace. Per la badante S.L. , imputata per maltrattamenti e abbandono d’incapace chiesti 2 anni e 6 mesi di reclusione.

Il pubblico ministero ha ripercorso la vicenda, dalla segnalazione della donna delle pulizie alla presidentessa dell’associazione “Mai+sole”, all’accesso degli agenti della Polizia Municipale di Savigliano il 4 settembre 2015 presso l’abitazione in piazza Sperino di Maria Adelaide Giusiana, vedova dell’industriale della birra Faramia.

Fotografie e video testimoniarono le condizioni spaventose in cui i vigili trovarono la novantenne, abbandonata in un letto lurido, mentre escrementi, sporcizia e un odore acre imbrattavano l’abitazione: “Era una donna facoltosa che avrebbe potuto permettersi una vecchiaia dignitosa, non di vivere in quello scempio. Oltre che trovarsi in uno stato di malnutrizione, alla signora veniva somministrato Tavor e ansiolitici per tenerla buona”. Per il geometra V.: “Non si occupava soltanto della gestione immobiliare, ma anche di tutto il resto e avrebbe dovuto impedire che gli altri commettessero i reati contestati”. Per A.R.: “Si è appropriata di gioielli di valore enorme, custoditi prima in cassetta di sicurezza, poi nascondendoli in casa del padre. Con V. si è appropriata di denaro che faceva parte del cospicuo patrimonio della Giusiana, valutato oltre 3 milio di di euro”.

Le parti civili, una lontana parente dell’anziana e l’associazione “Mai+sole”, assistiti dagli avvocati Massimo Munno di Torino Silvia Calzolaro di Asti, si sono associati alle richieste del pm presentando richieste di risarcimento: “Giusiana è stata maltrattata, abbandonata e derubata. La violenza a persone anziane costituisce una ferita per tutta la società”.

Gli avvocati Corrado Sogno e Chiaffredo Peirone nelle loro arringhe difensive hanno chiesto l’assoluzione per l’ottantenne geometra saviglianese V.: “Per sé non ha trattenuto neppure un centesimo dei soldi di Giusiana. Le uscite di denaro servivano esclusivamente per pagare le ore di lavoro di A.R. e S.L. o per rimborsare le spese da loro sostenute per accudire la signora. Che era pienamente capace d’intendere e di volere, e dunque non circonvenibile. V. non poteva né doveva vigilare solo perché amministratore, lavoro per il quale veniva pagato. Non toccava a lui accudirla, al più può essergli contestato di aver taciuto”.

Va detto che tutti e tre gli imputati non si sono voluti sottoporre agli esami delle parti. Il solo V. questa mattina, con dichiarazioni spontanee, ha voluto ribadire il suo mero ruolo di curatore di fatto del patrimonio immobiliare, mentre si è detto “allibito” delle dichiarazioni rilasciate dai vigili “senza chiedere spiegazioni delle gravi accuse che mi erano state fatte”.

L’udienza è stata rinviata al 31 maggio per le arringhe degli avvocati Davide Ambrassa per S.L. e Enrico Gallo per A.R., e le repliche del pm Longo.


Monica Bruna

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