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Agricoltura | 08 maggio 2018, 07:00

Effetto serra e cambiamenti climatici: l’agricoltura puo’ contribuire a invertire la rotta

Che il cambiamento climatico influisca negativamente sulla produzione agricola è ormai un dato di fatto che nessuno può più mettere in discussione.

Effetto serra e cambiamenti climatici: l’agricoltura puo’ contribuire a invertire la rotta

Che il cambiamento climatico influisca negativamente sulla produzione agricola è ormai un dato di fatto che nessuno può più mettere in discussione. I picchi sono in alcune regioni mondiali dove si registra una maggiore frequenza e intensità di periodi di siccità o, al contrario, di pioggia, aumento delle temperature e instabilità, ma il fenomeno è ormai riconosciuto anche nelle zone storicamente più favorevoli alle coltivazioni per caratteristiche del suolo, clima e condizioni atmosferiche.

Dunque, non esistono neppure più dubbi sul fatto che il cambiamento climatico possa anche alterare la sicurezza alimentare. Un’insicurezza delle produzioni che si abbatte pure sui prezzi, sempre più volatili, con conseguenze che ricadono su tutti, non solo su chi è colpito dalla siccità. Ecco perché l’agricoltura e il settore alimentare in generale hanno una responsabilità importante nella mitigazione dei cambiamenti climatici. Nel loro insieme, infatti, questi settori sono responsabili di circa un quinto delle emissioni globali di gas serra.

Come invertire la rotta? Gli agricoltori possono contribuire su due fronti: aumentando la resilienza dei sistemi agricoli e incrementando la sostenibilità. La prima permetterebbe di fare fronte al cambiamento, mantenendo la necessaria produzione alimentare; la seconda aiuterebbe a mitigarlo, diminuendo le emissioni. Le azioni possono essere di vario tipo, tanti sono gli interventi che potrebbero migliorare la situazione: dall’utilizzare colture tolleranti alle maggiori temperature o alla minore disponibilità di acqua, alla non lavorazione del terreno, e ancora la gestione integrata della fertilità del suolo e la diversificazione dei redditi e delle colture che potrebbero ridurre l’impatto degli shock climatici. Per diminuire i gas serra, occorre aggredire le maggiori fonti di emissione, limitando per esempio la conversione delle foreste a pascolo o terreni coltivati e il degrado del suolo, diminuendo la fermentazione enterica del bestiame e la produzione di riso in campi allagati responsabili delle maggiori emissioni di metano e protossido di azoto, evitando fertilizzanti azotati e abbondanza di fitofarmaci.

Nello specifico, per aumentare la sostenibilità agricola occorre un nuovo approccio di agricoltura conservativa, l’uso di colture di copertura, l’efficientamento dell’uso dell’acqua nei sistemi irrigui, un’attività adeguata di formazione per costruire conoscenze tecniche degli agricoltori che possono così contribuire a limitare l’impatto dei cambiamenti climatici sulla disponibilità di acqua e la sicurezza alimentare. Molte di queste pratiche sono già conosciute e utilizzate, ma non riescono ad avere una maggiore diffusione sebbene portino vantaggi economici. Occorrono contributi e supporti per le aziende, soprattutto piccole e medie, che si trovano ad affrontare ostacoli istituzionali e finanziari che di sicuro non aiutano l’innovazione.

                       

 

INIZIATIVA FINANZIATA AI SENSI DEL PSR 2014-2020 DELLA REGIONE PIEMONTE – MISURA 1 – OPERAZIONE 1.2.1- AZIONE 1: ATTIVITA’ DIMOSTRATIVE E DI INFORMAZIONE IN CAMPO AGRICOLO

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