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Al Direttore | martedì 15 maggio 2018, 20:02

"La sinistra non deve attendere, ma agire"

Riceviamo e pubblichiamo

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Gentile Direttore,

gli interrogativi che Giampaolo Testa propone nel suo articolo su Targato di lunedì sono molto forti. "In certe ore, la società umana ha i suoi enigmi, che per i saggi si risolvono in luce, per gli ignoranti in oscurità" diceva Victor Hugo.

Senza la pretesa di appartenere alla prima categoria, come Laboratorio Democratico, comunità libera dai meccanismi di partito, fatta di persone che hanno votato tutte le liste di centrosinistra e sinistra, prova a contribuire alla discussione che speriamo possa aprirsi.

Esiste ancora una sinistra? No, ovviamente ne esistono molte. Con connotati meno netti che in passato, ma sicuramente molte, tra e addirittura dentro le varie forze ufficiali e fuori da esse. E’ così per Pd, Leu, Potere al popolo. Lo è addirittura per Monviso. Ognuna di queste correnti è convinta di poter dare la risposta giusta alla crisi della sinistra ma, almeno per il momento, il voto degli elettori non sembra dare a nessuno conferma di quanto crede. Anzi, l’insieme di queste forze è minoritario nel Paese e anche sul territorio, cosa che propone nell’immediato interrogativi ancora più forti in vista delle regionali e comunali.

L’atteggiamento più diffuso sembra quello di attendere. Come in questi giorni attendere che l’avversario sbagli. Serve invece azione. L’unica risposta seria, a noi sembra, è il confronto immediato.

Occorre facendo tesoro dal passato, trovare le forme giuste per riaggregare il centrosinistra, consapevoli delle diversità che ci saranno sempre come ci sono sempre state.

Certo è faticoso, per qualcuno difficile e poco piacevole, ma ineluttabile. Nessuno da solo ha la forza per vincere. E’ giusto che ogni forza ragioni al suo interno, ma non c’è tempo da perdere. Se non si fa un passo, se non si tende la mano per cercare l’intesa con gli altri, non si va da nessuna parte. Come l’illusione di un PD maggioritario in solitudine ci ha insegnato. “Cercare la quantità di reale che si trova in ciò che gli uomini chiamano impossibile”, sempre Hugo.

Non basta ovviamente fare il rassemblement della paura, paura di essere eliminati dal parlamento o di perdere ancora più collegi. Occorre iniziare subito la discussione, mettere insieme quanto unisce. Avere il coraggio di superare gli attuali partitini per lavorare in tempi brevi e ragionevoli a una forza nuova. Certo sembra fantapolitica, ma di fantasia se vogliamo uscire dal guano ne abbiamo bisogno.

Qualcuno potrà dire che personalità forti, abituate a vedere la politica come riflesso di se stesse, non permetteranno mai di guardare a questo traguardo e faranno tutto il possibile per impedirlo. Bene, confrontiamoci lo stesso e andiamo a vedere se nel corpo del Pd prevale ancora la convinzione che l’uomo solo al comando fa la forza o servono idee nate dal confronto della comunità politica.

C’è un terreno comune su cui costruire?Per noi c’è. La necessità di una società più giusta che si richiami ai valori di libertà, uguaglianza, fraternità. Che può vedere uniti democratici, socialisti e cattolici che hanno oggi, unici sulla scena, una delle figure di riferimento più importanti per l’umanità, quella di Papa Francesco. Questo sforzo va fatto anche a livello locale.

Per non dilungarci solo due annotazioni.

La Giunta che governa il capoluogo si è chiusa in se stessa. A nostro avviso ha bisogno di fermarsi un momento, prendere fiato e riaprire un confronto con la città. In prospettiva le forze che la compongono pensano di potersi riproporre così al voto?U na sua componente determinante ormai guarda a destra, a valori molto diversi da quelli del resto della maggioranza. E le divisioni sono sempre più evidenti. Forse è tempo che la parte più avanzata apra un confronto a sinistra.

Infine, la Regione. Qualcuno pensa davvero che basti che Chiamparino designi il suo successore? Forse bisogna ripartire insieme, diversamente. Dalle grandi questioni, la sanità pubblica prima di tutto. Siamo una piccola realtà ma non faremo mancare il nostro contributo alla discussione e al confronto.

Grazie,

Giancarlo Boselli/Coordinatore di LAB

Al Direttore

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