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Agricoltura | 16 maggio 2018, 10:11

In Granda solo Robilante, Barge e Morozzo sono "città libere dai pesticidi"

L'ultimo lavoro del giornalista Andrea Tomasi analizza a livello nazionale l'uso delle varie tipologie di fitofarmaci. I tre comuni della Granda si distinguono

Foto Pixnio

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Andrea Tomasi è un giornalista dell'Adige, coautore del libro inchiesta "La farfalla avvelenata" e del docufilm "Veleni in paradiso" dove si parla del traffico di rifiuti tossici provenienti da mezza Italia verso il Trentino. Nel suo ultimo lavoro - autoprodotto e autofinanziato - "Pesticidi, siamo alla frutta. Biancaneve non è sola" in collaborazione con il videomaker Leonardo Fabbri, affronta il tema dell'uso dei pesticidi nel nostro Paese. Circa 130mila tonnellate all’anno (Legambiente), tutte sostanze a norma di legge. Come sottolinea lo stesso Tomasi "siamo avvelenati a norma".

Significa che ogni singolo pesticida è controllato e regolato, ma non c'è un controllo sull'intero complesso, non viene calcolato l’effetto dell'insieme dei fitofarmaci, sul quale non ci sono neppure studi approfonditi, non c'è una vera consapevolezza sugli effetti che l’assunzione di questo mix prodotti avrà sul nostro organismo. 

Nel docufilm intervengono oncologi, pediatri e anche il meteorologo Luca Mercalli, che parla della presenza di sostanze chimiche addirittura ad alta quota sui ghiacciai dell’arco alpino; Renata Alleva nutrizionista che ha analizzato gli effetti della presenza di pesticidi sul Dna in Val di Non su una trentina di abitanti tra uomini, donne e bambini. Come mette in luce il docufilm, vengono ritrovate tracce di fitofarmaci nel miele, nello sterco di un orso e persino nel sangue delle donne in gravidanza.

In Italia il divieto del glifosato nelle aree pubbliche è stato regolamentato dal D.M. 9 agosto 2016 "revoca di autorizzazioni all’immissione in commercio e modifica delle condizioni d’impiego di prodotti fitosanitari contenenti la sostanza attiva glifosate in attuazione del regolamento di esecuzione (UE) 2016/1313 della Commissione del 1°agosto 2016”. A livello territoriale si applicano i criteri di indirizzo per la riduzione dell’utilizzo dei prodotti fitosanitari e per un utilizzo sostenibile degli stessi che sono stati adottati con Decreto Interministeriale 28 gennaio 2014 di istituzione del Piano d’azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari.

Il rapporto nazionale sui pesticidi nelle acque pubblicato dall’Ispra edizione 2018,  certifica che il Trentino resta a livelli altissimi ed è il peggiore, in Italia, secondo solo al Veneto.

E in Piemonte? La presenza di pesticidi è molto più diffusa del dato nazionale: c'è in oltre il 90% dei punti delle acque superficiali e nel 66% in quelle sotterranee.

Ma uno spiraglio di luce esiste nel marasma di questo mondo: si chiama PAN Europe (Pesticide Action Network), che ha lanciato anche in Italia il progetto Pesticide Free Towns, Città libere dai pesticidi, il network delle Città Libere dai Pesticidi.

Si tratta di un canale di scambio di buone pratiche e uno strumento efficace per incrementare le alternative ai fitofarmaci sopratutto nelle aree pubbliche. Questo tema, ampiamente sottovalutato nel nostro paese e ancora in grandi città europee viene invece accolto nella Granda da tre comuni che hanno aderito alla rete e detto no ai pesticidi: Morozzo, Barge e Robilante

Mauro Fissore, sindaco di Morozzo che entra nella rete contro i pesticidi con voto all'unanimità: "Non usiamo più pesticidi nelle aree pubbliche. Giardini, marciapiedi ed altre aree del comune vengono liberati dalle erbe infestanti con mezzi meccanici, decespugliatori, molto spesso anche manualmente".

A sostegno del metodo manuale anche Mario Dalmasso, assessore all'ambiente di Robilante: "Al momento il diserbo manuale è l’unica alternativa che stiamo utilizzando, specialmente grazie all’aiuto dei migranti presenti nella nostra città".

Le amministrazioni si impegnano nel bandire i pesticidi dalle aree comuni del territorio, utilizzando soprattutto il diserbo manuale, ma sono ancora eccezioni.

Di questo docufilm si sta parlando molto: la speranza è che sensibilizzi sempre più amministrazioni e serva ad aumentare la consapevolezza sull'irreversibilità degli enormi danni che l'uso dei pesticidi provoca a tutti i livelli.

 

Melania Tetti

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