/ Attualità

Attualità | 16 maggio 2018, 10:00

Castellar e Saluzzo puntano alla fusione entro la fine del 2018

Illustrate alla stampa le motivazioni che hanno portato a valutare l’ipotesi. Il sindaco Demarchi: “Lo Stato da una parte obbliga l’Amministratore locale a fare l’esattore per conto suo, e dall’altra forza per la riduzione del numero degli Enti locali”

La conferenza stampa di ieri sera a Castellar

La conferenza stampa di ieri sera a Castellar

Lo Stato da una parte obbliga l’Amministratore locale a fare l’esattore per conto suo, e dall’altra forza per la riduzione del numero degli Enti locali”.

Con queste parole, Eros Demarchi, sindaco di Castellar, ha spiegato alla stampa, ieri sera (martedì), le ragioni che hanno spinto la sua maggioranza a “valutare l’ipotesi della fusione per incorporazione con Saluzzo”.

Castellar ha subito, in questi ultimi 10 anni, una riduzione di 70mila euro di contributi statali. – ha aggiunto il sindaco – Il Comune non si trova in disavanzo, tantomeno in dissesto economico, ma è sano. Negli ultimi 10 anni abbiamo estinto i mutui, ma va detto però che se siamo riusciti a chiudere il bilancio con un avanzo di 1100 euro è ‘grazie’ a due problemi: l’infortunio di un dipendente comunale, che ha portato ad un risparmio di 7300 euro e la mancanza di un segretario comunale di ruolo, che corrisponde a 6400 euro in meno”.

Una situazione insostenibile, che attanaglia una miriade di Enti locali, e che per l’Amministrazione comunale di Castellar è risolvibile solo percorrendo la strada della fusione.

Con Saluzzo, “perché avere una struttura comunale con alle spalle 17mila abitanti è più sicuro e stabile” ha illustrato il vicesindaco Giuliano Ruatta, salvo poi aggiungere: “la fusione porta con sé inevitabili conseguenze, e attuare prima una fusione di valle per poi ricredersi e ricominciare il percorso con Saluzzo non avrebbe senso”.

Il processo di fusione porterà nelle casse del nuovo ente, il 60% dei contributi statali del 2010 riservati ai due Comuni. Tradotto: oltre 1milione e 700mila euro all’anno per dieci anni, più “una tantum” regionale di 130mila euro e un incentivo – sempre regionale – da 26mila euro per 5 anni.

La quota va ripartita in proporzione in base ai due Comuni – ha spiegato Mauro Calderoni, sindaco di Saluzzo, presente alla conferenza stampa – ma si tratta comunque di cifre che ci permettono di programmare ed amministrare in modo diverso, e che comunque implicano una grande responsabilità”.

Il primo cittadino saluzzese ha ribadito come anche i cittadini di Castellar, post fusione, godranno degli stessi benefici previsti attualmente dal Comune di Saluzzo: dalle tariffe per i servizi, agli sgravi in materia di tasse e tributi.

Sono benefici oggi preclusi – ha aggiunto Calderoni – la premialità della fusione consiste anche in questo. Da sindaco, vedo la richiesta di Castellar come una grande opportunità, dopo quattro anni di lavoro per costruire un progetto di area vasta, che premia una credibilità per il lavoro svolto, e ci soddisfa politicamente”.

In termini più “istituzionali”, Castellar diventerà “Municipio” di Saluzzo, e continuerà ad avere una rappresentanza, eletta direttamente da popolo, che non avrà però diritto di voto in Consiglio comunale.

Oltre a ciò, è stato chiesto il mantenimento di uno sportello pubblico in paese, la garanzia della presenza di personale e l’esecuzione di lavori di manutenzione, la salvaguardia degli attuali servizi a livello di Valle Bronda, il supporto per la festa degli Spaventapasseri.

Se il Comune potesse conservare la sua autonomia – ha aggiunto Demarchi – non verrebbe presa in considerazione alcuna ipotesi. Nonostante quanto venga detto, Castellar si distinguerà sempre dal resto del territorio Saluzzese. Il paese continuerà a far parte della Valle Bronda: l’identità di un territorio non è rappresentata dal Comune bensì dalla comunità”.

Inevitabile, durante la conferenza, il rimando alle reazioni dell’Amministrazione comunale di Pagno: “La nostra decisione non è in alcun modo contro nessuno. – hanno ribadito gli Amministratori di Castellar – Abbiamo appreso le reazioni di Pagno dai giornali, salvo poi ricevere copia di una delibera dell’Amministrazione dove ci è stato comunicato che le uniche politiche previste dal Comune siano quelle di Valle”.

"Peraltro - il commento di Calderoni - Saluzzo fa già parte della Valle Bronda, e ci avrebbe fatto piacere esser stati tenuti in considerazione. A meno che si vogliano attuare politiche di 'parte' di Valle".

Quale sarà ora l’iter? Dopo la modifica degli statuti comunali, già passata in sede di Consiglio comunale, si procederà ad indire il referendum popolare, il cui esito passerà, a sua volta, nuovamente in Consiglio comunale.

Puntiamo a terminare il percorso entro il 2018” è stato sottolineato con forza.

Nel 2019, infatti, le elezioni comunali e regionali renderebbero impossibile la fusione, che slitterebbe al 2020, ma con un’importante riduzione degli incentivi: “Perderemmo un’occasione. - ha detto a tal proposito Calderoni – Ciò detto, da parte nostra non c’è in atto alcun pressing su Castellar. È una scelta che va fatta a livello di comunità, noi siamo a disposizione”.

Nicolò Bertola

Ti potrebbero interessare anche:

Загрузка...
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium