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Viabilità | mercoledì 16 maggio 2018, 19:09

E' possibile ipotizzare una maledizione per la nostra provincia?

Intervento di Marco Borgogno, ex sindaco di Borgo San Dalmazzo che, non senza ironia, analizza le tante promesse non mantenute e i tanti esempi di viabilità incompiuta della Granda

Il cantiere della nuova canna del tunnel di Tenda

Il cantiere della nuova canna del tunnel di Tenda

Mi astengo dal parlare del Tenda: ogni indignazione ed ogni aggettivo sono già stati spesi. A questo punto è possibile ipotizzare una maledizione per la nostra provincia? E’ iniziata con la ferrovia Cuneo - Nizza, inaugurata dopo 35 anni dalla guerra dopo fiumi di parole, di comitati ed un ormai discutibile utilizzo.  

I due centri avevano una certa affinità, poi Nizza è diventata una metropoli! Allora si è iniziato ad argomentare di un’autostrada per raggiungerla velocemente. Prima col traforo del Ciriegia; sforacchiato  un primo tratto della montagna e… rimasto lì (esiste ancora la SI.TRA.CI. Società Traforo Ciriegia!); poi con quello del Mercantour/Sant’Anna di Vinadio, collegato alla circonvallazione di Demonte/Aisone.

Anche un tunnel basso del Maddalena aveva tenuto banco per un po’, in alternativa a paravalanghe alte, mai realizzate. E il traforo del Monserrato per unire le Statali n.  20 e 21; con 400 metri di tunnel che avrebbero evitato lunghi giri viziosi e parecchio inquinamento oltre a collegarsi con l’autostrada che saliva al Mercantour?  Tant’è che la variante per Limone e Tenda, da Roccavione, è tutt’ora predisposta per questo raccordo! 


Riunioni e contrasti continui tra gli stessi politici locali e con le popolazioni; spese consistenti per progetti a gogò, sondaggi, ricerche geologiche, piani regolatori modificati etc. Per nulla di nulla; in mezzo secolo!

Per non parlare di rattoppi legati alla parsimonia piemontese: raddoppiato il ponte del Sale sullo Stura con una “chicane” per evitare un viadotto alto e spese più elevate, oppure quello del vetusto ponte di ferro della ferrovia sulla Borgo San Dalmazzo/Boves, riutilizzato per metà.

Mi limito a parlare di due vallate, una  piccola porzione di territorio cuneese, senza inoltrarmi verso la pianura in cui il solo capitolo incompiuto con la Cuneo- Asti è l’esempio lampante di una maledizione perdurante. La famosa “zeta rovesciata” per collegarsi  con la Torino – Savona (poco utilizzata) è un altro esempio di taccagneria per  risparmiare. Ancor grazie accontentarsi di quello che benignamente ci veniva concesso dall’Alto. Zitti e mosca: se no, nemmeno quello ci sarebbe stato riconosciuto!

Mentre noi giocavamo al risparmio, in altra parte d’Italia non si badava a spese con realizzazione talvolta di doppie “bretelle” per collegare lo stesso capoluogo, o si realizzava, in sei anni, l’Autosole. Colpa nostra di cittadini egoisti, sempre pronti a trovare una scusa per evitare che la strada occupasse i nostri terreni? Colpa di una classe politica che nonostante abbia espresso anche dei ministri non ha mai alzato la voce? O non ha mai contato nulla? Colpa della esiguità di una provincia, “granda” nella estensione, ma con la metà di abitanti della sola Torino e pochi voti?  Oppure e meglio cercare un esorcista che ci liberi dalla maledizione?

Marco Borgogno - Borgo San Dalmazzo

rg

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