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Attualità | giovedì 17 maggio 2018, 17:15

Il Piemonte aspetta il Pride e la Regione annuncia un fondo per le coppie omogenitoriali

Da quest’anno anche a Novara il 26 maggio, poi Torino e Alba. E arriva un fondo per coprire le spese legali delle coppie in difficoltà con le registrazioni dei figli

Pieno di novità il Piemonte Pride, presentato stamani al Museo Nazionale del Cinema in occasione della Giornata mondiale contro l’omotransfobia, che si terrà per la prima volta anche a Novara, il 26 maggio. La città ha rifiutato di concedere il patrocinio alla manifestazione. “Durante questa campagna elettorale – ha esordito Alessandro Battaglia, coordinatore del Torino Pride – abbiamo sentito diversi slogan contro i nostri diritti civili, ma invece è ciò che perseguiremo”.

Novara rappresenta questa lotta, perché fuori dalle metropoli c’è ancora tanto lavoro da fare sul tema dei diritti. “Ci è stato detto – ha commentato Alessandro Attolini, uno degli organizzatori del Novara Pride – che la nostra è una manifestazione di partito, invece non è così, è una manifestazione politica come da 49 anni a questa parte”. E ha già incassato il sostegno di Matteo Besozzi, presidente della Provincia di Novara. Anche il presidente del Consiglio regionale, Nino Boeti, ha annunciato la sua partecipazione alla manifestazione novarese. “Il sindaco di Novara può fare ciò che meglio crede – ha commentato – ma se le istituzioni pensano di rappresentare solo chi la pensa come loro allora c’è un problema”.

L’annuncio più importante però è arrivato dalla Regione Piemonte, con l’assessora alle pari opportunità Monica Cerutti, che ha presentato un fondo regionale che servirà a sostenere le coppie omogenitoriali in difficoltà con le registrazioni dei figli. Chi, infatti, dovrà fare ricorso, o non vedrà riconosciuti i propri diritti all’atto della registrazione, potrà affidarsi a un elenco di avvocati per ora presenti in tre province – Torino, Asti e Cuneo – e a breve anche a Novara. L’assistenza sarà finanziata dalla Regione per le coppie in difficoltà economica e solamente nel caso in cui gli uffici confermeranno l’esistenza di una discriminazione. “Il Comune di Torino – ha commentato Cerutti – ha fatto da apripista e la Regione sta da questa parte. È un atto di civiltà”.

Il Pride, poi, si terrà a Torino il 16 giugno, con la consueta partenza fissata alle 16 da via San Donato all’angolo con piazza Statuto. “Il mio sogno – ha aggiunto Alessandro Battaglia – è che ci possa essere un Pride in ogni città”. Il progetto Piemonte Pride, infatti, intende mettere in rete le diverse realtà che già lottano per i diritti in tutta la regione, dando visibilità e sostegno soprattutto alle province. “Il pugno, simbolo del Pride di quest’anno – ha spiegato Marco Giusta, assessore alle pari opportunità del Comune di Torino – è un gesto di rottura. I Pride diventano spazi di crescita sana, dove respirare ossigeno. Quest’anno, poi, il Comune ha preparato una sorpresa che annunceremo a breve”.

Per il secondo anno, intanto, ci sarà anche Alba, che si appresta a ospitare il suo Pride il prossimo 7 luglio. “Questo è un percorso che portiamo avanti quotidianamente – ha sottolineato Maddalena Marchetti, tra gli organizzatori del Pride di Alba – e con il festival Prospettive, che prende il via domani, intendiamo legarci alle altre realtà. L’anno scorso è stato un successo anche qualitativo”. Il sindaco di Alba e il presidente della Provincia di Cuneo hanno inviato messaggi di sostegno all’evento.

Quest’anno, infine, il Piemonte Pride registra anche la nuova collaborazione con lo IAAD, che ha coinvolto tre gruppi di studenti per realizzare idee creative per il mercandising ufficiale. Rinnovata, poi, la collaborazione con The Goodness Factory e con Evergreen Fest.

Paolo Morelli (www.torinoggi.it)

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