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Cronaca | giovedì 17 maggio 2018, 17:30

Marene, infortunio dentro ad un silo: titolare di un’azienda di mangimi a processo

L’incidente avvenne nel settembre 2016, il lavoratore aveva riportato gravi ferite

L’infortunio avvenne il 15 settembre 2016. D.G. all’epoca 43enne, dipendente di un’agenzia interinale, rimase gravemente ferito mentre procedeva ad operazioni di pulizia all’interno di un silo di una ditta di mangimi con sede a Marene. Il rappresentante legale dell’azienda B.M., saviglianese, è a processo con l’accusa di lesioni colpose.

Il pm gli contesta il mancato inserimento, nel documento di valutazione dei rischi aziendale, del rischio di infortunio connesso all’accesso nei silos e di non aver previsto la presenza di un altro lavoratore all’esterno oltre alla compilazione di una check list di controllo delle procedure per la messa in sicurezza prima dell’accesso.

Altra contestazione è di aver impartito ai lavoratori direttive orali ma non scritte sulle misure di sicurezza da adottare al momento dell’accesso al silo.

L’operaio, che è stato risarcito e pertanto non si è costituito parte civile, riportò profonde ferite al volto, braccio, gamba e schiena con una malattia durata oltre 60 giorni. Secondo la ricostruzione fatta dalla Procura con i tecnici dello Spresal, D.G. sarebbe entrato nel silo omettendo di disattivare il sistema automatico di azionamento delle frese presenti all’interno, che si sarebbero attivate andandosi ad impigliare nei pantaloni del lavoratore che era caduto.

In udienza un dipendente ha spiegato che la vittima precedentemente l’infortunio, era già stato ripreso circa le modalità di accesso: “Dopo quell’episodio l’azienda aveva indetto una riunione urgente per ribadire le procedure, che erano già descritte nel mansionario. Era presente anche D.G.”.

L’udienza è stata rinviata per le testimonianze dei consulenti della difesa al 28 giugno.

Monica Bruna

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