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Curiosità | giovedì 17 maggio 2018, 19:59

I Love My Family: nella mostra una torta con 152 candeline per il compleanno di Severina Javelli

La famosa cantante lirica, illustre antenata della famiglia cuneese, raccontata nella mostra a Cuneo, nel complesso di San Francesco con altri sette grandi cittadini. Era nata nel 1866. I testi e le ricerche biografiche fanno conoscere questa donna:bella, intelligente e fuori dagli schemi che alcuni cittadini ricordano ancora

Severina Javelli
Il salotto nello spazio dedicato a Severina Javelli all'interno della mostra I love My Family
I Love My family

Severina Javelli

Severina Javelli, la celebre cantante lirica di origine cuneese, la cui vita "spettacolare" è narrata nella mostra “I Love My Family” nel complesso monumentale di San Francesco, domenica 20 maggio festeggia il suo compleanno. Avrebbe 152 anni. Era nata a Cuneo nel 1866 in una famiglia dell'élite borghese e morì a 90 anni nella sua città natale.

Domani, sul tavolo del "salotto di casa sua" nello spazio a lei dedicato, ci sarà una torta con le candeline, dono degli organizzatori dell' esposizione che sta suscitando interesse e curiosità per gli 8 cittadini illustri del passato raccontati nel percorso. 

Severina Javelli, è l'antenata affascinante della grande famiglia cuneese, donna intelligente e fuori dagli schemi, che alcuni cittadini più avanti con gli anni, visitatori della mostra, hanno raccontato di ricordarla passeggiare, ormai molto anziana, in pelliccia o abiti di scena e con un fare ancora eccentrico, per via Roma.

A Cuneo era tornata a vivere ultrasessantenne nella abitazione di famiglia in via Saluzzo, "nel  segno di un nostalgico ripiegamento sul passato", dopo una brillante  vita artistica nei teatri di tutta Europa e abituata alla coinvolgente atmosfera della Ville Lumière.

Il percorso espositivo dà occasione di conoscerla da vicino:  bella, intelligente, inquieta e cosmopolita, che forse sentì Cuneo un pochino stretta.

La descrivevano come “donna di eccezionale bellezza. Alta, flessuosa, lunghi capelli biondi, occhi grandi e luminosi. Dalla madre (Deleuse di Francia) aveva tratto la grazia dei modi”.  Si legge nei testi tratti dalle ricerche storiche e biografiche  di Laura Facchin in collaborazione con Roberto Albanese.

"Non sempre, a questi doni del cielo, si abbinano intelligenza e coraggio – scrivono  gli autori - ma Severina Javelli ebbe una mente vivace e risoluta, e nella sua esistenza inquieta seppe sfidare il destino e le convenzioni, scrivono gli  autori.

Dal matrimonio di Francesco Javelli suo padre, che faceva parte dell’élite di governo della città di Cuneo, con la nobile Matilde Deleuse, nacquero due bambine, Severina, la maggiore e Rita, moglie del grande architetto Raimondo d’Aronco. Anche lei bella, colta e vivace, seguì il marito nel lungo soggiorno in Turchia, dal 1893 al 1909, al servizio del sultano Abdul Hamid II.

Severina sposò Fortunato Calligaris, ma nel 1887, dopo soli quattro anni di matrimonio, ruppero ufficialmente il legame, non senza scandalo per aver intrapreso, presso il Tribunale di Torino - dove la coppia risiedeva - una pratica di separazione consensuale.

Per lei iniziò una nuova vita. Partì per Roma, per “coltivare lo studio della pittura e della musica”, potendosi dedicare alla sua principale passione: il canto lirico.

A Parigi Severina trovò la sua prima affermazione professionale come artista, ma anche il successo mondano, aprendo nella centralissima casa di place de la Madeleine un brillante salotto frequentato da illustri musicisti e letterati, da Massenet a Oscar Wilde. Cantò, come riferiscono i giornali e le pubblicazioni dell'epoca, nei principali “saloni aristocratici”, “ovunque ricercata per la purezza di stile, l’ottima dizione, la bella voce, l’eccezionale coltura e l’eleganza signorile dei modi e della persona”.

"La sua carriera lirica proseguì in Italia dal 1894, quando  a Roma si esibì nel concerto organizzato dal conte Primoli per dignitari europei e principi, in un ambiente decisamente cosmopolita. Nel 1901 fu al San Carlo di Napoli per la Cavalleria Rusticana e al Carlo Felice di Genova. L’anno successivo fu a Roma, all’Adriano, dove cantò nel difficile ruolo di Griselda “con tale intuizione e calore, che il maestro Giulio Cottrau, autore dell’opera, volle dimostrarle per lettera la propria ammirazione”.

Dal 1893 aprì una nuova casa a Milano, a due passi dal Duomo e soprattutto dal Teatro alla Scala. Nell'aprile del 1895 debuttò sulle scene del capoluogo lombardo al Teatro Lirico. Sempre anticonformista e aperta alle novità, negli anni immediatamente precedenti alla Prima Guerra Mondiale ospitò nel suo salotto meneghino gli esponenti del Futurismo. Sono noti suoi contatti anche con il grande poeta, disegnatore e illustratore georgiano IliaZdanevitch.  

Tornata  a Cuneo visse fino  a 90 anni circondata da ricordi e oggetti preziosi raccolti in Europa e Italia, fra letture di teosofia e la compagnia degli amati gatti d’angora. Nel 1936,  dono al comune la grande tela in cui è ritratta in abiti da "cavallerizza", esposta in mostra, ai Musei Civici di Cuneo. Sono rimaste fotografie della sua infanzia, insieme alla sorella Rita che la ritraggono con i capelli elegantemente raccolti e gli abiti rigorosamente accollati dalle strette maniche, secondo i dettami della moda di inizio anni Ottanta dell’Ottocento.

In altre immagini  appare con i costumi di scena o che la ritraggono, ormai artista affermata, con lo sguardo ammiccante, i fluenti boccoli e il grande cappello piumato, in piena atmosfera Belle Epoque.).  

La mostra  inserita nell'Anno europeo del patrimonio culturale è visitabile in San Francesco fino al 24 giugno 2018, venerdì pomeriggio, sabato, domenica e durante i giorni festivi.

Una guida accompagna i visitatori alla scoperta dell'esposizione con i seguenti orari di visita: venerdì 15.30 // 16.30 // 17.30 sabato, domenica e festivi 10.30 // 11.30 //15.00 // 15.30 // 16.00 // 16.30 // 17.00 // 17.30 Il costo del biglietto è di euro 5 intero, euro 3,50 ridotto.

Per informazioni e prenotazioni 3662100300 // info@kalata.it

info@kalata.it

vilma brignone

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