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Politica | 19 maggio 2018, 08:03

Assemblea Nazionale del Pd: tanti i nodi da sciogliere

Sul tavolo ci sono da ridisegnare la linea politica e i nuovi assetti di vertice del partito. Se cambiano gli equilibri interni, è probabile, in caso di elezioni politiche ravvicinate, che anche le candidature parlamentari locali vengano ridiscusse

Assemblea Nazionale del Pd: tanti i nodi da sciogliere

Gli osservatori attribuiscono particolare importanza all’Assemblea Nazionale del Pd che si apre questa mattina (sabato) alle 10.30. Non già perché sia risolutiva per i futuri assetti, ma perché il maggior partito di opposizione è alle prese con una crisi senza precedenti. Crisi di consenso, ma anche d’identità, visto che il Pd non ha ancora elaborato il lutto della sconfitta e non ha le idee chiare su dove andare a parare.

Spero che si giunga ad una posizione unitaria, qualunque essa sia.  Nonostante tutto – afferma il segretario provinciale del Pd Flavio Manavella - rimaniamo una grande forza che pratica la democrazia al suo interno, con le sue procedure e le sue regole. Non siamo di proprietà di nessuno se non dei tanti iscritti e militanti. Giusto quindi che ci si confronti, anche francamente, sulle cause della sconfitta, ma occorre poi ripartire al più presto con l’elaborazione di una valida proposta politica da offrire al Paese quando l’onda antisistema andrà a sbattere sugli scogli della complessità del mondo reale.

Dalle parole di Manavella traspare in tutta evidenza la convinzione che il governo, se mai decollerà, avrà vita breve. E quando chiediamo al segretario a chi vanno in questo momento le sue simpatie per la segreteria nazionale così risponde: “Non ne ho, sono sincero, mi interessa solo che si giunga adesso ad una posizione unitaria. Quando ci sarà il futuro congresso sceglierò il candidato che più sentirò vicino.

Chi invoca il congresso è Chiara Gribaudo, deputata e componente della Direzione Nazionale. “Io sono per il congresso subito. E’ importante – dice - per aprire una discussione approfondita, poi vedrò chi sostenere.

Mino Taricco, impegnato in varie riunioni, ha preferito non sbilanciarsi in commenti affrettati. L’ipotesi di elezioni politiche ravvicinate consiglia prudenza a tutti. A maggior ragione a Gribaudo e Taricco, i quali avevano ottenuto posizioni di lista che he hanno garantito la rielezione, sicuramente per i loro meriti personali, ma anche in virtù del fatto che facevano parte della maggioranza renziana del partito. Se cambiassero gli equilibri interni, la situazione verrebbe azzerata e la loro ricandidatura non sarebbe più scontata com’era avvenuto per le elezioni del 4 marzo.

g.t.

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