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Cronaca | lunedì 21 maggio 2018, 14:41

“Mentii sull’infortunio per continuare a lavorare, ma fui licenziato lo stesso”: a processo il datore di lavoro e il committente

Due imprenditori sono imputati per lesioni colpose, omissione di soccorso e falso

Avrebbe mentito sulla dinamica dell’infortunio del quale era stato vittima pur di mantenere il posto di lavoro. Ma quando il titolare dell’azienda di costruzioni lo licenziò, due anni più tardi, andò a denunciarlo, raccontando ciò che sarebbe realmente accaduto.

Un operaio edile di origine marocchina è la persona offesa nel processo che vede imputati per lesioni colpose, omissione di soccorso e falso F.M., suo datore di lavoro e titolare di una ditta di costruzioni con sede a Vicoforte Mondovì e il committente dei lavori M.F., presso la cui azienda a Villafalletto avvenne l’incidente, il 17 giugno 2013.

In udienza la vittima ha raccontato la vicenda: “Caddi da una botola mentre stavo lavorando nel sottotetto della ditta di F.. Mi feci male al gomito e alla schiena. Nessuno chiamò i soccorsi. Arrivò il mio titolare F.M. che mi caricò sulla sua auto per portarmi in pronto soccorso a Mondovì. Nel tragitto F.M. prima mi disse di raccontare che ero caduto a casa mia, poi mi chiese di riferire che ero scivolato accidentalmente sul pavimento presso un suo cantiere a Mondovì Piazza. Ed è quello che raccontai anche agli ispettori del lavoro.” L’operaio riportò la frattura del gomito e la rottura di tre vertebre: “Ho portato il busto per tre mesi, ho provato a riprendere il lavoro, ma avevo troppo dolore, così mi è stata prolungata la malattia. Ma da quel momento non son più riuscito a fare il muratore, e nel maggio 2015 sono stato licenziato”.

L’operaio presentò denuncia dopo che lo Spresal di Mondovì lo aveva convocato per il prolungamento della malattia. E fu allora che emerse la seconda versione: non un banale scivolamento a Mondovì ma una caduta nel cantiere di Villafalletto. “Raccogliemmo le testimonianze: un dipendente mentre era alla macchinetta del caffè si era visto precipitare davanti l’operaio, caduto dalla botola mentre lavorava nella soletta, da un’altezza di quasi tre metri. F.M. aveva eseguito più lavori per M.F., ma trovammo a documentazione soltanto una fattura generica datata 2013, e nessun contratto”, ha spiegato un ispettore dello Spresal di Saluzzo, a cui passò per competenza territoriale il fascicolo. Ai due imputati gli ispettori contestarono alcune irregolarità sull’inosservanza delle norme sulla sicurezza.

Il processo è stato rinviato il 2 luglio per i restanti testi del pm Carla Longo e per quelli delle difese, avvocati Roberi e Sandri.



Monica Bruna

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