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Scuole e corsi | 22 maggio 2018, 14:16

Oltre 30 medici alla IV Mountain Medical School in Val Maira

Particolarmente apprezzata è risultata la giornata che ha visto coinvolti operatori tecnici e sanitari del Corpo nazionale del Soccorso alpino e Speleologico; i giovani medici sono stati coinvolti nella gestione simulata in squadre di interventi sanitari in ambiente ostile

Oltre 30 medici alla IV Mountain Medical School in Val Maira

Nei giorni dal 17 al 19 maggio presso la splendida cornice della Locanda del Silenzio di Camoglieres si è svolta la quarta edizione della Mountain Medical School organizzata da Christian Bracco e Luigi Fenoglio della S.C Medicina Interna di Cuneo , in collaborazione con la Scuola di Specializzazione in Medicina Interna dell’Università degli Studi di Torino coordinata dal Professor Massimo Porta, sotto l’egida della Società Italiana di Medicina Interna.

Oltre 30 medici di prevalente estrazione internistica ed urgentistica, sia strutturati, sia specializzandi, provenienti dal Piemonte ed in piccola parte anche da fuori regione si sono confrontati su tematiche rilevanti quali le infezioni e la sepsi,l’ appropriatezza e la comunicazione nel rapporto di Cura.

Nel terzo millennio il ruolo del medico sta rapidamente cambiando; tra le sue competenze deve figurare la capacità di gestire in maniera efficace le sempre più numerose risorse tecniche messe a sua disposizione dal Sistema con un’ adeguata preparazione scientifica ed una capacità di valutazione olistica dell’uomo malato.

La comunicazione è un processo naturale quanto complesso, soprattutto nella relazione medico-paziente alla luce in parte dei profondi cambiamenti cui sta andando incontro la nostra Società, con ritmi lavorativi sempre più frenetici, aumento dell’età e della complessita dei malati, cambiamento delle aspettative degli stessi e dei loro famigliari.

Particolarmente apprezzata è risultata la giornata che ha visto coinvolti operatori tecnici e sanitari del Corpo nazionale del Soccorso alpino e Speleologico; i giovani medici sono stati coinvolti nella gestione simulata in squadre di interventi sanitari in ambiente ostile con la supervisione da parte di istruttori sanitari regionali e nazionali ed al termine hanno potuto osservare una manovra simulata di calata di un ferito su una parete di roccia a poche centinaia di metri dalla sede del Convegno.

Nella serata di venerdi è stata presentata la storia di un recente intervento su incidente valanghivo con la partecipazione di tutti gli attori: lo sciaplinista travolto, la propria compagna che ha dato l’allarme, il tecnico di soccorso alpino che con il proprio cane Zen lo ha ritrovato e dissepolto, il medico che lo ha preso in carico in PS con una temperatura interna corporea di 26° gradi; è stato un momento caratterizzato da forti emozioni che ha peraltro evidenziato come un lavoro coordinato di squadra, da parte di personale addestrato efficacemente a gestire l’ipotermia permetta di ottenere risultati stupefacenti anche in situazioni limite come in un paziente ipotermico severo ritrovato dopo oltre 4 ore e 40 minuti di seppellimento.

c.s.

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