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Cuneo e valli | 22 maggio 2018, 08:14

Premiazione a Cuneo della IX edizione del concorso Ricordando Nuto, “A proposito di muri”

Riceviamo e pubblichiamo

Premiazione a Cuneo della IX edizione del concorso Ricordando Nuto, “A proposito di muri”

La mattina di martedì 8 maggio l’ampia Sala San Giovanni, nel centro di Cuneo, è colma di sussurri, voci e sorrisi.

Tra le poltroncine rosse si diffonde un’atmosfera di curiosità ed impazienza per la premiazione della IX edizione del concorso Ricordando Nuto, “A proposito di muri”.

Dopo i ringraziamenti di rito, tutti i presenti ascoltano gli interventi di molti collaboratori, tra cui anche quello di Marco Revelli, figlio di Nuto e fondatore dell’associazione.

Gli attimi passano velocemente, scanditi dall’accompagnamento musicale degli studenti del Liceo Ego Bianchi.

Al Termine i vincitori vengono chiamati uno per uno e arrivano a ritirare il rispettivo premio, contenti e un po’ emozionati davanti alla folla e all’applauso che li accoglie.

Anche due studentesse del Liceo Arimondi, Giorgia Gallo e Carlotta Rubiolo, vengono premiate con il terzo posto nella sezione di scrittura.

Tuttavia i veri protagonisti della giornata sono i muri, argomento del concorso, il tema interessante che è riuscito a stimolare la sensibilità di tutti i numerosi partecipanti.

Si parla di muri di ogni tipo, fisici e mentali, che hanno lo scopo di difendere, contenere, ma che finiscono per separare, escludere e interrompere la comunicazione.

Ci sono muri che si devono subire, che vengono costruiti ancora oggi per allontanare o nascondere realtà difficili da accettare, che nascono dalla paura.

Ma si considerano anche le barriere umane, quelle in cui noi per primi rischiamo di rinchiuderci, perderci.

Quelle che riempiono i nostri cuori di oscurità.

Per questo è stato così importante che i ragazzi del concorso abbiano riflettuto ed espresso i loro pensieri riguardo alla questione.

Saper riconoscere e comprendere i muri che si incontrano nella realtà di tutti i giorni è il primo passo per riuscire ad abbatterli.

L’entusiasmo e la partecipazione degli studenti e dei loro insegnanti confermano la forza del dialogo come unica arma efficace, e spalancano le porte ad una società migliore e più aperta.

“A volte basta il rumore della voce perché un muro crolli”, scrive Nuto Revelli in uno dei suoi libri.

Non può che essere così.

Carlotta Rubiolo, II Liceo Classico

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