/ Attualità

Attualità | 23 maggio 2018, 18:03

Bullismo, pericoli della rete e adolescenza: "I genitori devono controllare i propri figli, senza limiti e regole non ci può essere crescita"

Un'inchiesta di Targatocn su un fenomeno sempre più diffuso, quello del bullismo, dei pericoli e delle tentazioni che offre la "rete". Uno sguardo a tutto tondo su un mondo complesso, attraverso la voce delle forze dell'ordine della Granda, che intervengono nelle scuole per fare prevenzione. E attraverso la voce della psicologa Chiara Mondino, che condensa tutto così: "Non esistono più i padri"

Foto pixabay

Foto pixabay

"Mai più un banco vuoto" è il toccante video ispirato alla storia di Carolina Picchio, una giovanissima donna che si è tolta la vita a causa del cyberbullismo. E' stato lanciato per la campagna #maipiunbancovuoto di Fare x bene onlus, che parte da da un dato preoccupante: una vittima su dieci di cyberbullismo tenta il suicidio. L'argomento è di grande attualità.

Il bullismo non è certamente un fenomeno nuovo ma è solo negli ultimi anni che è diventato argomento di attenzione, dibattito e, purtroppo, anche di cronaca. Anche perché il mondo virtuale ne ha amplificato in modo drammatico le conseguenze. I dati diffusi di recente da The Globalist sono spaventosi: 354 gli episodi di bullismo tra adolescenti nel 2017 (dati raccolti da Skuola.net e dall'Osservatorio Nazionale Adolescenza).

Com'è la situazione in Granda? Abbiamo provato ad affrontare la questione con le forze dell'ordine e con una psicologa che si occupa di adolescenza, la fascia di età maggiormente esposta a questo rischio. La nostra provincia è ancora abbastanza sana, ma il mondo degli adolescenti, qui come ovunque, è sempre più difficile da interpretare.

"Il bullismo in provincia di Cuneo è sotto controllo, nessun caso è sfociato in denuncia. Facciamo tanta prevenzione. Qualcosa di serio qui non è mai emerso: nel 2017 abbiamo ricevuto tre segnalazioni, risolte in maniera bonaria". Sono queste le parole di tre dirigenti della Questura di Cuneo: Marco Mastrangelo, dirigente della Mobile, Claudia Ciravegna, dirigente Divisione Anticrimine e Tiziana Prin, dirigente della Polizia Postale.

La conferma arriva anche da parte dei carabinieri. Marco Pettinato, comandante del Reparto Operativo dell'Arma provinciale: "Siamo presenti nelle scuole, c'è un'ottima collaborazione da parte di tutti. Confermo: anche per quanto ci riguarda non c'è mai stata una denuncia legata ad episodi di bullismo nella provincia di Cuneo".

Ma l'attenzione resta comunque alta: "Siamo intervenuti più volte nelle scuole, su segnalazione dei dirigenti. Nessun caso particolarmente grave, ma non si può abbassare la guardia", specifica ancora Mastrangelo.

"Dobbiamo lavorare molto anche con i genitori, che spesso non hanno idea di cosa guardino i figli quando sono chiusi in camera. Sono tranquilli perché pensano di averli sotto controllo, ma non si rendono conto che con un cellulare in mano si è in un mondo infinito e spesso molto pericoloso", dice la Ciravegna. "Tanti ragazzini hanno accesso a videogiochi molto violenti. A volte mostro le immagini ai genitori: restano sconvolti. Chiediamo ai genitori di nativi digitali di essere informati, non solo degli ambienti fisici ma anche e soprattutto di quelli virtuali".

La dottoressa Prin ribadisce: "Non si può più accettare che un genitore ci dica di non essere in grado di controllare come il figlio utilizza la rete". E ancora: "Con le scuole lavoriamo molto bene. Veniamo chiamati dai dirigenti o da qualche insegnante, in generale per parlare di legalità. Le domande sul bullismo sono sempre tante da parte dei ragazzi, segno che è un rischio percepito e un mondo non così lontano da loro. Gli adescamenti online, lo scambio di foto intime tra fidanzatini, che poi diventano strumento di vessazione soprattutto nei confronti delle ragazze, sono cose che accadono anche qui, ma siamo sempre riusciti ad intervenire in tempo. Sono tante le forme di violenza: l'esclusione di un bambino da un gruppo Whatsapp non è reato, ma sommato ad altre condotte è bullismo".

Prevenzione la parola d'ordine. Ma il quadro che emerge dalle parole della dottoressa Chiara Mondino, psicologa e psicoterapeuta dell'Asl CN1, è tutt'altro che rassicurante. La dottoressa lavora soprattutto con ragazzi dai 13 ai 18 anni ed è coordinatrice del cantiere adolescenza della Asl Cuneo 1. "Non esistono più i padri", ci dice. Ed è un po' quello che lei ritiene essere la chiave di tutto: il padre come regola, esempio e limite.

"Incontriamo sempre più adolescenti problematici. L'adolescenza è un periodo complesso, lo è sempre stato. Adesso assistiamo a qualcosa di nuovo: adolescenti che si chiudono nella realtà virtuale, sviluppando disturbi introversivi il cui estremo è il suicidio, o altri che hanno disturbi esternalizzati, che si traducono in prevaricazione e quindi bullismo". Ma la radice è la stessa: "Questi ragazzini sono investiti da aspettative esagerate. I genitori fanno quello che possono, così come la scuola, ma le battaglie che dobbiamo affrontare sono enormi. Sa che esistono 30mila siti pro anoressia? Sa che un adolescente su 4 scambia, già dalle medie, testi o immagini sessualmente esplicite tramite internet o telefono? Sa che vengono create 500 nuove smart drugs all’anno, vendute in internet come fertilizzanti? Abbiamo ragazzini con crisi dissociative gravissime per l’uso di queste droghe, di cui non sappiamo niente. Come possiamo contrastare questo potere enorme della rete? C’è un’offerta incredibile, 24 ore su 24. Come si può intervenire? Gli adolescenti ne sanno molto di più e sviluppano strategie per evitare il controllo", ci dice. 

E ancora: "Assistiamo, in questi ragazzi, ad un'assenza di capacità di autoregolazione, alla mancanza di assunzione di responsabilità. E' sempre colpa di qualcun altro: quindi manca anche la consapevolezza del male che si può fare ad un compagno, magari più fragile o semplicemente diverso dal gruppo. Continuiamo a fornire scappatoie rispetto alla responsabilità personale e questo è distruttivo. Oltre al fatto che gli adulti danno spesso esempi terrificanti. Guidare un figlio è decisamente più difficile oggi, non c’è mediazione e non diamo più ai ragazzi delle sponde, dei limiti, quelli che, con la crescita, si allargano in modo graduale per consentire ai ragazzi di superarli".

Continua la dottoressa Mondino: "I bulli sono infelici e rendono infelici gli altri. In questo momento noi abbiamo una società che ha degli standard di normalità sempre più alti e richiedenti (bellezza, soldi, riuscita sportiva, scolastica, competitività, individualismo) e sempre più fughe, perché non si riesce a starci dentro. In che modo? Attraverso disturbi internalizzati, il più grave dei quali è il suicidio; dall’altro disturbi dirompenti, antisociali, tra i quali il bullismo. Serve ritrovare il concetto di comunità e capire che non è necessario stare sempre in cima, basta stare. E magari insieme si arriva anche in cima. Credo che per molti di questi ragazzi siano estremamente utili i lavori socialmente utili, perché mettono di fronte ad un'assunzione di responsabilità verso i più deboli. E' importante essere di aiuto a qualcuno, questo fa molto bene ai ragazzi. Quello del bullismo, ma in generale del mondo dell'adolescenza, oggi è un problema nostro, di tutti noi. E tutti dobbiamo metterci in gioco". 

Barbara Simonelli

Ti potrebbero interessare anche:

Загрузка...
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium