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Cronaca | mercoledì 23 maggio 2018, 15:30

Ex sindaco di Argentera a processo, continuano le testimonianze per l’accusa

E’ accusato di turbativa d’asta con la moglie, il suocero e un’imprenditrice

Ex sindaco di Argentera a processo, continuano le testimonianze per l’accusa

Davanti ai giudici collegiali del tribunale di Cuneo continuano le deposizioni dei testimoni del pm Alberto Braghin nel processo contro l’ex sindaco Arnaldo Giavelli, la moglie E.D., il suocero S.D., titolari di una impresa edile di Vinadio e F. C., imprenditrice di Moiola, accusati di turbativa d’asta.

Secondo l’ipotesi d’accusa alcune gare sarebbero state “truccate” per favorire le ditte “di famiglia”. Fra queste anche la gara indetta dal Comune di Argentera nel 2014, del valore di circa un milione di euro, nell'ambito del programma “6.000 Campanili” per il finanziamento di opere infrastrutturali nei piccoli comuni, vinta da una Associazione Temporanea di Imprese costituita dalla ditta della moglie E.D. e suocero di Giavelli e dall’impresa di Moiola.

Nella documentazione sequestrata dai finanzieri fu rinvenuto anche un foglio del suddetto bando con l’annotazione della percentuale di ribasso. Per l’accusa il numero, con la scritta in stampatello vergati sul retro, sarebbero stati annotati da E.D.

Sul punto la grafologa consulente del pm ha esposto ai giudici le sue conclusioni: “Non posso né affermare né escludere che la mano sia quella dell’imputata”. Le domande del difensore Campanello si sono concentrate sui documenti sui quali si è basata la comparazione della scritta in maiuscolo riportante il nome di M.: agende, e fogli sequestrati dalla Guardia di Finanza in casa di E.D., e a lei riconducibili. Per il legale, non c’è certezza che quelli furono scritti proprio dalla sua assistita, alla quale, peraltro, non fu chiesto un saggio grafico, ovvero di scrivere alla presenza della grafologa.

Altro teste sentito oggi un amico del cognato di Giavelli per una telefonata nella quale riferendosi all'ex sindaco lo aveva definito “un accentratore...che confonde le cose private con quelle pubbliche...impossibile che non c...prima o poi...”: “Si trattava di un mio pensiero personale”, ha commentato il testimone: “Più in generale è così per tutti gli amministratori dei piccoli comuni. Era un commento fatto nel contesto di una vicenda molto chiacchierata”.

Altro punto contestato dalla Procura presunti prelievi del carburante dalla cisterna comunale per il rifornimento dei mezzi personali dell’ex sindaco, su cui ha riferito un ex dipendente del comune: “Ero io che annotavo sul registro i rifornimenti per Giavelli, me lo chiedeva lui quando andava via per il Comune”.

Monica Bruna

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