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Cronaca | 24 maggio 2018, 10:35

Aereo si schianta sulla pista di Levaldigi: 57 feriti, ma è solo un’esercitazione (FOTO)

Simulazione di disastro aereo, che ha coinvolto un imponente spiegamento di forze, tra emergenza sanitaria, Vigili del fuoco, Polizia di Stato, Carabinieri, personale aeroportuale e funzionari Enac

Aereo si schianta sulla pista di Levaldigi: 57 feriti, ma è solo un’esercitazione (FOTO)

Un aereo che, in fase di atterraggio all’aeroporto di Levaldigi, si trova davanti una “Fiat Panda” del servizio aeroportuale e – cercando di evitare l’impatto - tenta una manovra di salvataggio, schiantandosi poi sulla pista.

È stato questo lo scenario dell’esercitazione interforze – con un simulato disastro aereo – svoltasi ieri (mercoledì) allo scalo internazionale di Cuneo Levaldigi.

57 le persone rimaste coinvolte nell’incidente, compresi anche i deceduti.

Fiamme sulla pista di atterraggio dell’aeroporto, che hanno richiesto l’intervento immediato delle squadre dei Vigili del fuoco che presidiano lo scalo, alle quale si sono aggiunte quelle del territorio circostante ed un nucleo NBCR, intervenuto in via preventiva, coordinate da funzionari giunti dal comando provinciale di corso De Gasperi a Cuneo.

Per ciò che concerne l’aspetto sanitario, imponenti sono state le risorse dirottate su Levaldigi per far fronte al grande numero di feriti. In prima battuta la gestione di quello che in gergo viene definito un “incidente maggiore” è stata assunta dai sanitari presenti sull’automedica che staziona presso l’aeroporto, sino all’arrivo dei responsabili della centrale operativa dell’emergenza sanitaria territoriale.

Ambulanze, sia medicalizzate che di base, sono giunte da tutto il circondario, dapprima per trasferire i feriti dalla pista al Posto Medico Avanzato, allestito nei locali dell’aeroporto, e poi per il successivo trasporto negli ospedali di Cuneo e Savigliano. Coinvolti nelle operazioni di soccorso anche il personale della Maxiemergenza regionale.

Una scena quanto più possibile al reale: simulatori addestrati e figuranti presentavano infatti ferite realizzate da un team di truccatori della Croce rossa italiana.

Sul posto anche agenti della Polizia di stato, dell’Arma dei Carabinieri, personale dell’aeroporto e funzionari dell’Enac, Ente nazionale per l’aviazione civile.

Nicolò Bertola

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