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Cronaca | 24 maggio 2018, 16:25

Imputato per appropriazione indebita, assolto il responsabile di una cooperativa cuneese

Era accusato di aver trattenuto quote dello stipendio di un socio lavoratore

Imputato per appropriazione indebita, assolto il responsabile di una cooperativa cuneese

Era stato stato accusato da un socio lavoratore della cooperativa cuneese della quale era il legale rappresentante per aver trattenuto per sè quote di stipendio che invece sarebbero dovute essere versate ad una finanziaria, indicata dallo stesso lavoratore. M.C., imputato per appropriazione indebita, è stato prosciolto dal tribunale di Cuneo. Il pm aveva invece chiesto la condanna a 11 mesi di reclusione, tenuto conto “del suo atteggiamento costruttivo”.

Davanti al giudice la persona offesa aveva raccontato la sua vicenda: “Nel 2013 chiesi che un quinto del mio stipendio, 200 euro mensili, fosse versato ad una società alla quale avevo chiesto un finanziamento. Ma dopo qualche mese fui avvertito che alcune rate non erano state pagate, chiesi alla cooperativa e mi dissero che avrebbero sistemato. Quando nel 2014 chiusi il mio rapporto di lavoro con loro venni a sapere che c’erano ben 14 mensilità che erano rimaste insolute”.

Il responsabile che si occupava del lavoro amministrativo presso la cooperativa: “Il 2013 fu un anno di crisi, la Regione non pagava. Il 16 del mese pagavamo i contributi Inps e il 20 gli stipendi. Chiudemmo il bilancio 2014 con una perdita di un milione e mezzo di euro”.

La difesa aveva chiesto l’assoluzione: M.C. non ha tratto alcun beneficio, anzi si è trovato a dover affrontare processi penali. Aveva fatto tutto quello che poteva per comunicare alla associazione di categoria la situazione di crisi, chiedendo delle compensazioni. Non lavora più nel ramo delle cooperative sociali”.

Monica Bruna

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