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#controcorrente | 26 maggio 2018, 11:59

#controcorrente: quell’Isola di Mondo che aveva fatto diventare il Comune di Cuneo un punto di riferimento della convivenza multietnica e dell’integrazione

L’ultima “puntata” è svolta nel 2015. Poi, gli organizzatori hanno dovuto mollare per la mancanza delle risorse necessarie. Bisognerebbe rilanciarla con il sostegno della Regione, dell’Amministrazione Borgna, delle Fondazioni bancarie e magari anche di qualche azienda privata nella consapevolezza che le differenze arricchiscono e non dividono

#controcorrente: quell’Isola di Mondo che aveva fatto diventare il Comune di Cuneo un punto di riferimento della convivenza multietnica e dell’integrazione

In Italia, in questo periodo nel quale è sempre più difficile attuare il percorso di integrazione tra comunità con culture e tradizioni differenti, al di là delle scelte politiche nazionali sul come gestire il fenomeno dell’immigrazione e dei barconi che continueranno ad arrivare, servirebbero iniziative di accoglienza per chi ne ha diritto, l’espulsione di quanti non sono in regola e progetti sul territorio capaci di promuovere l’inserimento sociale concreto degli stranieri, soprattutto extracomunitari, che studiano e lavorano.

Sul terzo aspetto il Comune di Cuneo aveva una manifestazione straordinaria e forse unica nel nostro Paese - Isola di Mondo - organizzata dall’Associazione Provinciale Migranti, dal Centro Migranti e dalla Cooperativa L’Arca, che, fino al 2015, per 17 anni, era diventata un punto di riferimento dal punto di vista della convivenza multietnica.

In un fine settimana, di solito a giugno, una quarantina di comunità straniere residenti nella provincia “Granda” si incontravano e, orgogliosamente, offrivano, agli altri immigrati e ai cuneesi, il meglio delle loro tradizioni. In un gioioso clima di festa e di rispetto reciproco nel quale a farla da padrone erano i suoni e i colori che rimbalzavano e si rincorrevano lungo i palazzi e le strade della città. Il tutto contornato dai profumi e dai sapori dei cibi tipici dei loro Paesi di provenienza in grado di soddisfare i palati più esigenti.

Nella convinzione che le differenze arricchiscono e non dividono e che le culture diverse impreziosiscono e non sopprimono. Da tre anni Isola di Mondo non viene più realizzata in quanto, come qualsiasi altra manifestazione, presenta un costo e ha bisogno del sostegno degli Enti pubblici o di sponsor privati.

Già nel 2013 era andata in crisi e pareva non potesse più proseguire, sempre per la mancanza di risorse. Poi, all’ultimo momento si riuscì a tamponare la situazione. Nel 2015, addirittura, sembrava dovesse imboccare la strada del rilancio per numerose altre edizioni. Invece, poi si è bloccata definitivamente perché, nel frattempo, sono cambiate le norme igienico-sanitarie legate alla preparazione dei piatti e, dopo, quelle sulla sicurezza. Per cui, i 30.000 euro necessari allora adesso di certo lieviterebbero.

Ma era proprio impossibile continuare, buttando alle ortiche un percorso costruito con tanto impegno negli anni e ormai atteso e apprezzato da tutti: comunità di stranieri e cuneesi? Forse basterebbe che la Regione, l’amministrazione comunale del capoluogo della “Granda”, sindaco Borgna in testa, le Fondazioni bancarie e magari anche qualche azienda privata anziché investire in altre iniziative, a volte di scarso valore sociale, decidessero di concentrare una parte di risorse in un nuova Isola di Mondo. Per farla ripartire nella consapevolezza che solo attraverso la convivenza multietnica e l’integrazione si può costruire un mondo migliore. 

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