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| mercoledì 30 maggio 2018, 17:43

Cuneo: non verranno introdotte nel regolamento comunale misure contro l'accattonaggio

Ieri sera (29 maggio) la seconda seduta del consiglio comunale di Cuneo, in cui è stato rifiutato l'ordine del giorno di Massimo Garnero; Ugo Sturlese: "L'accattonaggio non mlesto non è reato"

Foto generica

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È stato il consigliere comunale Massimo Garnero a portare all’attenzione del consiglio del capoluogo le diverse segnalazioni pervenutegli in merito ad alcuni comportamenti indecenti e illegali nelle zone di piazza della Costituzione, corso Giolitti e piazzale della Libertà: nella proposta di ordine del giorno il consigliere ha chiesto che il regolamento comunale - come quello di diversi altri comuni italiani - comprendesse norme anti-accattonaggio. 

Il primo dei consiglieri a intervenire è stato Ugo Sturlese, contrario alla proposta: “Nella proposta si fa un po’ di tutta l’erba un fascio rispetto a diverse situazioni spiacevoli. L’accattonaggio non molesto, per la precisione, non è reato e ci sono due sentenze della Corte Costituzionale (1999 e 2011) a dimostrarlo. Le derive securitarie seguite di recente anche da governi di centro-sinistra hanno solo accentuato questi atteggiamenti dell’opinione pubblica, andando a inasprire il clima politico generale.

L’ordine del giorno pone una riflessione di buon senso, non di destra o di sinistra. - ha ribattuto Lauria Beppe - Che l’accattonaggio non sia perseguibile è vero ma qui si parla di situazioni quotidiane in cui versano i cittadini e che necessitano di risoluzione. All’ordine del giorno, però, dovranno essere accostate prese di posizione concrete perché abbia una conseguenza reale.

Ampio è stato l’intervento del consigliere Simone Priola: “A fine 1700 è stata esasperata l’idea che le classi dirigenti debbano prendere scelte che abbiano più vantaggi che svantaggi, dimostrando come sia una concezione non sempre applicabile o desiderabile. Vorrei fosse chiaro che un qualunque beneficio diffuso per la comunità che sorpassi le esigenze dei singoli non sempre è l’idea migliore; il problema presentato nell’ordine del giorno è più radicato di così e non è punendo i singoli che si può risolvere. Come classe dirigente dovremmo intervenire sui fattori di povertà, non sempre e solo collegati all’economia.

L’ultimo intervento è andato a Luciana Toselli: “Il problema esiste e deve interrogarci quotidianamente perché disagi come questo pongono l’attenzione su alcune politiche comunali: sembra che per le grandi opere i soldi si trovino sempre, ma per venire incontro alla popolazione no.

Con 19 voti contrari l’Odg è stato rifiutato dal consiglio comunale.

s.g.

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