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Attualità | sabato 09 giugno 2018, 17:17

Saluzzo, cancelli aperti alla ex Filippi: panoramica allargata sul dormitorio degli stagionali

“Mostriamo all’Italia come a Saluzzo viene gestita il fenomeno della stagionalità ” il sindaco Calderoni. Presentato il Pas: progetto di prima accoglienza stagionali. L’ assessore regionale all’Immigrazione Monica Cerutti: “Un passo avanti: dignità alle persone e sostegno all’economia locale”. Il dormitorio è tarato per 368 stagionali. Ha già 200 posti occupati. L’area del Foro Boario recintata per evitare accampamenti esterni

L'apertura del dormitorio per i braccianti della frutta: in primo piano il sindaco Calderoni e l'assessore regionale Cerutti
Foto Mauro Piovano
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L'apertura del dormitorio per i braccianti della frutta: in primo piano il sindaco Calderoni e l'assessore regionale Cerutti

"Mostriamo come a Saluzzo viene gestito il fenomeno della stagionalità".

"Cancelli aperti" per la presentazione pubblica del dormitorio degli stagionali della frutta, nella ex caserma Filippi, a 5 giorni dall'apertura, lunedì 4 giugno.

Una panoramica allargata e mediatica sulla nuova sistemazione alloggiativa dei lavoratori africani già presenti in 200.

Un cambio di passo deciso: oltre il cancello una fotografia diversa rispetto a quella sotto gli occhi di cittadini e telecamere da 9 anni a questa parte, al Foro Boario, nel periodo da maggio a novembre. 

Non più la tendopoli spontanea, punto di raccolta di migranti senza contratti e con poche risorse economiche, sistemati tra cartoni, tende, nylon, bici e topi, ma una realtà chiusa in un perimetro organizzato e sorvegliato.

Così è apparsa questa mattina la parte della ex caserma Filippi trasformata in  struttura di prima accoglienza per 368 persone, con posti a dormire in 184 letti a castello (in 3 cameroni), 15 docce esterne, servizi, area cucina.  

Già evidente una vita di comunità con persone ai fornelli, indumenti stesi, letti sfatti e tantissimi bici, alcune in riparazione nello spazio “officina”. 

“Un salto di qualità nell’accoglienza e per la dignità delle persone. E, insieme sicurezza e garanzia di legalità grazie al controllo dei documenti di chi entra nella struttura" ha detto il sindaco Mauro Calderoni davanti a microfoni e flash di numerose testate ed emittenti televisive locali e nazionali.

A fianco l'assessore regionale all’Immigrazione Monica Cerutti.

Presenti il vescovo Cristiano Bodo, Giuseppe Beltempo capitano della Compagnia dei Carabinieri di Saluzzo, Giulia Montagnin della Tenenza Guardia di Finanza cittadina, Amministratori, consiglieri di maggioranza e minoranza, rappresentanti sindacali e di datori di lavoro, enti, associazioni, scout, Caritas e tutti gli attori che hanno sottoscritto il patto di gestione del Pas (Progetto di prima accoglienza stagionali).

Una struttura fatta nel giro di 2 mesi per la fretta dei primi arrivi, spartana, provvisoria, prevalentemente estiva, realizzata grazie alla squadra  comunale, dopo aver avuto la certezza dei finanziamenti “.

307 mila euro iva compresa il costo stimato del Pas su cui sono confluiti contributi dalla Regione: 175 mila euro (per il sostegno alla gestione del dormitorio e la ristrutturazione dell’area ex magazzini d’armata)  “dove c’erano detriti, pantano intorno e nessun impianto”. Dalla Fondazione CrCuneo: 25 mila euro, dal Consorzio Monviso Solidale:20 mila euro, dal progetto europeo PLuralps (20mila euro) e dal Comune di Saluzzo 20 mila euro.  

“Rispondiamo alle esigenze facendo quello che la nostra comunità è in grado di fare - Mauro Calderoni - Qui non facciamo solo ciò che la legge dice di fare, ma tutti qualcosa in più perché siamo convinti di farlo.Viviamo in una situazione articolata in continua  evoluzione e mostriamo oggi come a Saluzzo il fenomeno italiano della stagionalità viene affrontato. Non abbiamo i fondi ministeriali di milioni di euro, lo abbiamo fatto con risorse della Regione e il contributo prezioso di altri  comuni del territorio: Lagnasco, Verzuolo, Costigliole”.  

Nella presentazione di Calderoni anche l’analisi del settore agricoltura del Saluzzese: 7 / 9 mila persone impiegate tra giugno e dicembre,  di cui 2.600 di origine africana. “I 500 del Foro Boario sono quelli con contratti brevi, che aspirano a lavorare,  con più debolezza economica e  che lavorano nei picchi stagionali come manodopera aggiuntiva”. In 20 anni a Saluzzo una crescita di ettari di frutteti da 9mila a 13 mila contrapposta al passaggio della popolazione italiana attiva residente in città, da 16 mila a 14.500. “Aumenta il lavoro, diminuisce chi lavora in questo campo”.

“Oggi si avvia una sperimentazione, che è punto di arrivo e partenza – l’Assessora regionale all’immigrazione - Invito anche chi ha avuto critiche giuste a ripensare al Foro Boario degli anni scorsi dove le condizioni minime di dignità umana non  erano assicurate. Si sta  provando a costruire, non una soluzione, ma un progetto  che ha attenzione ai lavoratori, alla città che ha vissuto il disagio di un campo abusivo, alla sicurezza, avendo in questo modo la possibilità di intercettare persone difficili. 

Questa accoglienza è anche un intervento a sostegno dell’economia locale, un servizio al comparto agricolo.  Il progetto verrà accompagnato e modificato nella sua evoluzione. Un passaggio per arrivare totalmente all’ accoglienza diffusa dei lavoratori, a cui la Regione ha già lavorato con bandi specifici negli anni passati”.  

Nell’area i migranti accedono dal portone vicino agli orti pubblici, lungo il  viale del Foro Boario che è videosorvegliato. Per scongiurare il crearsi di accampamenti sono stati realizzati sbarramenti lungo tutto il perimetro e lungo il viale Alessi.

Oltre al controllo quotidiano da parte di Carabinieri,Polizia municipale, c’è l’assicurazione del nuovo questore di Cuneo Emanuele Ricifari, in visita alla struttura nei giorni scorsi, per l’ impiego di forze dell’Ordine per la sorveglianza nelle fasce orarie serali. 

La gestione del  Pas è affidata alla Cooperativa Armonia, che ha in carico anche le registrazioni. “Vengono effettuate al pomeriggio dalle 15 alle 17-  informa il responsabile Fabio Chiappello - dopo il controllo dei documenti e previa sottoscrizione delle regole interne. A ognuno viene consegnato un pas con il numero che corrisponde al numero di letto. Tutti ricevono un kit con piatto, bicchiere, posate, scatola per il cibo, coprimaterasso. Una pentola ogni gruppo di persone. Nei giorni prossimi chi ha  un contratto di lavoro avrà la priorità e sarà  dirottato all’Infopoint della Caritas, per essere inserito nella rete dell’accoglienza diffusa di Saluzzo, Lagnasco, Verzuolo Costigliole”. 

All’appello dell’accoglienza diffusa quest’anno manca Revello. Alessandro Armando, referente di Saluzzo Migrante di Caritas : "Un comune in meno ma i  comuni presenti  hanno migliorato e aumentato le loro sistemazioni anche grazie ai bandi regionali “Allemano”. Siamo testimoni  dell’importanza dell’accoglienza diffusa che diventa  occasione  per  i migranti  di avere destino diverso, attraverso una relazione migliore con il datore di lavoro, la possibilità  di crescere, formarsi e di essere richiamati, in un percorso che potrà portarli ad avere una propria casa, pagando un regolare affitto”. 

All’interno Cgil si occupa della mediazione culturale. Davide Masera segretario provinciale Cuneo: "Abbiamo inserito  due mediatori: un italiano e un ragazzo del Burkina, con grande esperienza  in questo ambito. Un ruolo indispensabile  per redimere all’interno eventuali  conflitti tra le  tante persone. 60 ore settimanali per dare informazioni sui diritti e doveri nella vita quotidiana e una mano come lavoratori. Il progetto non  è ancora una  soluzione ideale ma un notevole passo in avanti, rispetto alla situazione degli scorsi anni".

Anche Cisl, presente nella giornata di "porte aperte" all’ex Filippi con Luca Mellano, ha valutato l’ ingresso del Pas, come sono state invitate dal primo cittadino saluzzese altre forze e associazioni.

Vilma Brignone

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