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Eventi | 09 giugno 2018, 08:00

Biennale Democrazia si estende: la prossima edizione a Cuneo e Aurora

Sarà a marzo 2019. Il quartiere torinese è stato individuato per diventare “un secondo polo”, ma non è ancora definito. Cuneo, invece, ospiterà Federico Rampini. I primi eventi, per il programma “Spotlight”, già a settembre

Biennale Democrazia si estende: la prossima edizione a Cuneo e Aurora

Si terrà dal 27 al 31 marzo 2019 la sesta edizione di Biennale Democrazia, sotto il tema “Visibile Invisibile”.

Con la presentazione della nuova edizione sono state lanciate anche le call che, esattamente come lo scorso anno, sono dirette a cittadini e associazioni affinché portino idee e progetti da realizzare nell’ambito della manifestazione.

La novità, però, è che l’evento si estende sia fuori da Torino che al suo interno. Sarà la città di Cuneo a ospitare alcune iniziative legate a Biennale, così come accadrà con un quartiere torinese fuori dal centro.

L’organizzazione sta infatti ragionando sull’estensione degli eventi in una “periferia”, per quanto non sia ancora del tutto definito, e il candidato del 2019 è il quartiere Aurora. Ma andiamo con ordine.

Biennale Democrazia – ha spiegato il presidente, Gustavo Zagrebelsky è un pezzo della storia culturale di Torino. In questa edizione intendiamo sottrarci al gioco di luci e ombre, perché le luci, a volte accecanti, a volte lasciano troppe ombre.

Siamo ancora vivi e in fase di espansione e siamo orgogliosi di essere stati contattati dalla città di Cuneo”.

Il capoluogo della Granda ospiterà un incontro, tra settembre e novembre prossimi, nell’ambito di “Spotlight”, una serie di eventi organizzati da Biennale con il Polo del ‘900.

A Cuneo arriverà Federico Rampini, mentre a Torino, presso l’Aula Magna della Cavallerizza Reale, si terranno tre incontri: Diego Bianchi, in arte Zoro; Fabio Viola; Gad Lerner e Igiaba Scego.

Stiamo pensando – ha aggiunto Zagrebelsky – di individuare un quarteire di Torino che rappresenti un polo con pari dignità culturale al centro”. E la sindaca di Torino, Chiara Appendino, ha fatto il nome di Aurora. “Ci stiamo ragionando – ha affermato – e l’idea è che il modello diventi a rotazione. Più che dislocare, vogliamo creare un secondo polo”.

Biennale Democrazia – ha aggiunto Gabriele Magrin, curatore scientifico della manifestazione – ha messo al centro la funzione civile della cultura. Parleremo della realtà che, se da un lato sembra più accessibile in un mondo ad altissima visibilità come l’attuale, è invece di più difficile comprensione. C’è un surplus di informazioni che rischia di condurre alla paralisi e di renderci consumatori passivi del presente”.

Sono quattro, intanto, i percorsi formativi attivati da Biennale Democrazia, che coinvolgerà scuole torinesi e cuneesi, ma si rivolgerà agli istituti di tutta Italia. Sarà coinvolta anche Camera, che sta formando dei tutor che seguiranno gli studenti nei giorni della manifestazione, i quali realizzeranno dei reportage video. “Mostri”, “Radici”, “Reality” e “Scarti” sono i percorsi attivati, per le manifestazioni di interesse c’è tempo fino al 30 giugno.

Aperte, poi, anche le call per cittadini e associazioni. “L’anno scorso – ha esultato la sindaca Appendino – l’idea è stata vincente. Il 40% dei cittadini che ha risposto non aveva mai partecipato a Biennale Democrazia, ma c’erano anche tantissimi giovani. Il 45% aveva meno di 25 anni, il 60% era sotto i 30 anni. C’è una comunità che vuole partecipare”.

Paolo Morelli (www.torinoggi.it)

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