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Al Direttore | martedì 12 giugno 2018, 20:00

“La modifica statutaria della Fondazione CRC avvenga in maniera trasparente ed inclusiva” (lettera)

Riceviamo e pubblichiamo

Immagine di repertorio

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Gentile direttore,

facendo seguito a quanto emerso dagli organi di stampa, desideriamo offrire un nostro contributo in merito alle modifiche statutarie della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo.

Tale variazione prevede una riduzione del numero di rappresentanti presenti nel consiglio di indirizzo, con particolare riguardo a quelli nominati dagli Enti Pubblici, lasciando inalterata la rappresentanza di nomina “privata”.

Premesso che lo snellimento dell’organo di indirizzo è un obiettivo certamente condivisibile, ci permettiamo di esprimere alcune osservazioni che pensiamo possano essere utili alla discussione.

Innanzi tutto, riteniamo che una modifica di tale portata, richieda il coinvolgimento, non solo delle Amministrazioni Locali, ma soprattutto del territorio e, nei confronti di quest’ultimo, avvenga in maniera trasparente ed inclusiva. Proprio l’accordo ACRI-MEF, citato dal Presidente della Fondazione CRC quale fulcro su cui si basa la modifica statutaria, nell’articolo relativo alla selezione dei componenti degli organi, prevede che relativamente ai criteri di nomina: “Le Fondazioni, al fine di raccogliere informazioni ed elementi utili per tale valutazione, promuovono uno o più incontri con gli enti, pubblici e privati, espressivi delle realtà locali, attivi nei settori di intervento delle fondazioni. I criteri e le modalità di convocazione degli incontri sono preventivamente ed oggettivamente disciplinati: i partecipanti possono intervenire, presentare documenti e proposte. Degli incontri è redatto verbale da sottoporre all’Organo di indirizzo. Le risultanze del processo valutativo sono rese pubbliche nelle forme ritenute idonee ad una adeguata divulgazione”.

Tale ratio dovrebbe essere alla base della valutazione delle modifiche statutarie inerenti la formazione dell’organo di indirizzo, in quanto proprio da quanto contenuto all’interno dello statuto dipenderà la futura rappresentatività del territorio.

Oggi allora ci chiediamo: Quanti sono realmente a conoscenza della proposta di modifica dello statuto? Quanti sono stati coinvolti o, quanto meno, informati?

Certamente la Fondazione è, a tutti gli effetti, un Ente autonomo nelle scelte, ma a nostro avviso è di fondamentale importanza che le decisioni intraprese derivino da percorsi condivisi e trasparenti. Tutto il lavoro fin qui svolto per il rinnovo statutario è avvenuto con un limitato coinvolgimento del territorio.

Nelle settimane scorse una rappresentanza della Fondazione ha incontrato singolarmente i Comuni di Cuneo, Alba e Mondovì, per presentare l’attività svolta e dare una minima informazione anche su questo argomento; ma in quel frangente, anche per i tempi ristretti, non è stato possibile iniziare una reale riflessione.

A ciò si aggiunga che la riduzione della rappresentatività di organi democraticamente eletti non ci può trovare d’accordo. Se infatti il consiglio di indirizzo deve rappresentare il territorio, chi, meglio degli amministratori eletti direttamente, può farlo? Riteniamo che ridurre il peso degli unici organi che sono stati votati dai cittadini per essere i loro rappresentanti, tolga agli stessi la possibilità di essere parte attiva all’interno della Fondazione.

Se da un lato una riduzione del Consiglio di Indirizzo è condivisibile, riteniamo sia necessario che la stessa sia distribuita in maniera equanime tra le attuali componenti e che non riguardi esclusivamente la rappresentanza pubblica.

Per quanto sopra esposto chiediamo al Presidente della Fondazione CRC ed ai suoi organi istituzionali la possibilità di aprire un dialogo, al fine di coinvolgere il territorio in un confronto trasparente e collaborativo nell’interesse dei cittadini.

Cuneo Solidale Democratica                           

Centro Per Cuneo                         

Gruppo Consiliare PD

Al direttore

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