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Attualità | martedì 12 giugno 2018, 12:30

Da Barolo alla Grande Mela: il progetto Indigena di Ian D'Agata sbarca negli USA

"Che ognuno racconti il vino italiano seconda una propria visione è la nostra ricchezza"

Foto generica

New York è sicuramente una città multiculturale, un meltinpot di persone, storie, innovazione e curiosità, che al Bel Paese e alla sua gente è particolarmente legato e affezzionato: qui sono sbarcati i primi italiani in cerca di fortuna nel nuovo continente e qui, malgrado tutto, hanno portato il loro amore per la propria terra natia, la loro cultura e, soprattutto, la loro tradizione enogastronomica.

Quale posto migliore, dunque, per inaugurare l’Indigena World Tour oltre oceano: una tre-giorni di full-immersion nei vini dell’Italia, con rappresentanze d’eccezzione dalle Marche, dalla Basilicata e dal Piemonte.

La Barbera d’Asti e i vini del Monferrato - spiega il presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, Filippo Mobrici - continuano i loro viaggi di promozione estera. L’evento nella Grande Mela fa parte di un percorso intrapreso col progetto ‘Indigena’ di  Ian D’Agata, col quale collaboriamo ormai da alcuni anni. Gli incontri con esperti autorevoli, che diventeranno ambasciatori americani delle nobili produzioni vitivinicole da vitigni autoctoni del Monferrato, fanno parte di una piu’ ampia strategia di promozione sui mercati internazionali avviata dal Consorzio.

Uditori e partecipanti all’evento, infatti, un panel di professionisti ed esperti d’eccezzione: sommelier e capo sommelier di ristoranti tipicamente italiani, e non, quali Marta, Marea, Cote, Del Posto, l’Amico, Momofu, Scampi, Morini, Lupa, il nuovissimo Manhatta, Momofuku e molti altri, l’Associate Director of Wines per USHG Hospitality Group, proprietari di wine-bar e enoteche e importatori: Tarry Wine, Leon&Son, Cahmbers Street Wine, Roman’s a Brooklyn, Flatiron Wines&Spirits e esperti da Chicago e Seattle.

Un gruppo d’eccellenza, riunitosi nel piacevole e tutto italiano Loft del ristorante “Il Buco Alimentari & Vineria” di Roberto Paris, nel NoHo di Manhattan, per degustare un ventaglio di quasi cento vini, raccontati e commentati da Ian D’Agata, Senior Editor di Vinous e Direttore Creativo del Progetto Vino di Collisioni e di Indigena, Jeff Porter, Beverage Director del Gruppo Bastianich&Batali e i produttori presenti. Ad aspettarli, una selezione di vini, scelti dai produttori che hanno aderito all’iniziativa, per rappresentare le migliori espressioni degli autoctoni della propria regione.

È così che, dalle Langhe alla Basilicata, dal Monferrato alle Marche, esperti, relatori, produttori e loro rappresentanti hanno avuto modo di confrontarsi con una vera maratona di vini attraversando tutta l’Italia, attraverso i vitigni, le denominazioni, le annate e gli stili di vinificazione, per abbracciare e comprendere in modo più approfondito la varietà e la ricchezza dell’offerta vinicola delle diverse regioni e territori del Bel Paese.

Un’esperienza unica - commenta Sara Olocco, restaurant Manager per Otto Pizzeria - poter assaggiare così tanti esempi di Aglianico, di Verdicchio o di Nizza in una sola volta. È un’esperienza estremamente formativa, soprattutto in un mercato competitivo e variegato come quello di New York.

Si tratta di un percorso formativo importante, che purtroppo non sono in tanti a poter fare - conferma Carson Pierpont, sommelier di Scampi

"Molti sommelier e importatori sono focalizzati, giustamente, sul prodotto, ma in realtà la didattica è importante: domani, potrò consigliare il mio cliente con maggiore competenza e potrò condividere con lui le nozioni e gli insegnamenti che ho appreso in questi giorni, questo fa di me sicuramente un migliore rappresentante di questi vini”, conferma infatti Kenneth Crum di Lupa Osteria Romana: “Ho trovato particolarmente interessante il fatto che ogni degustazione abbia previsto un’introduzione generale e un approccio didattico alla spiegazione del territorio e delle denominazioni, che ci permette di avere più competenze e informazioni sulle diverse espressioni dei vini: se sono passati in legno, con vendemmia tardiva, in suoli differenti e così via.

Conclude Ken Vastola, importante scrittore e opinionista di New York: “E' anche importante che un evento simile sia stato portato fino a noi, difficile che un panel così ampio abbia la possibilità e il tempo, per viaggiare fino in Italia, mentre questo evento permette un’esposizione davvero impressionante e di qualità ai vini del vostro Paese.

Un momento dunque importante non solo per scoprire nuovi territori, ma anche per riconfermare e approfondire la conoscenza di vini già noti, in un connubio di novità, approfondimento e conferma dell’interesse negli States per i nostri vini. "Un'ulteriore occasione per i vini del territorio di creare un appuntamento di valore anche negli USA, perché gli Stati Uniti sono senza dubbio il punto di riferimento per il mercato delle Langhe e del Barolo” afferma infatti Gianni Gagliardo, presidente dell’Accademia del Barolo.

Se guardiamo la storia del Barolo negli scorsi 20 anni, non c'è dubbio che gli USA abbiano giocato una parte fondamentale nel percorso verso il successo e la affermazione di questo importantissimo vino e del suo territorio. La cultura del vino degli USA è sempre stata per noi la più avanzata e la ragione per la quale si è instaurato questo forte legame Barolo-Stati Uniti: ogni produttore ha come riferimento di mercato gli USA e ogni consumatore USA vede il Barolo e le Langhe come eccellenza nell'ambito del vino e le Langhe e il Roero come territorio di riferimento per la viticultura e per il turismo. Ecco perché, sottolineare e approfondire l'educazione di questo mercato ai nostri vini e territori risulta particolarmente importante da entrambe le parti per mantenere e consolidare questo rapporto speciale e di valore."

Un percorso formativo dunque intenso e impegnativo, a cui non sono mancati, tuttavia, momenti di networking e di incontro di culture, come nel caso della cena a tema, organizzata dall’Enoteca Regionale Lucana nella Stakhouse Pig Beach di Brooklyn, dove esperti e produttori hanno passato una piacevole serata, abbinando vini lucani alla migliore tradizione di grigliate americane. Un importante tappa di un percorso che, per i produttori e i Consorzi partecipanti, rappresenta un ulteriore step di approfondimento e valorizzazione a livello internazionale della propria Regione.

Per il direttore dell’Istituto marchigiano di tutela vini, Alberto Mazzoni: “È inutile ribadire l’importanza strategica della principale piazza nel primo Paese importatore al mondo. Ciò che è altrettanto importante è il grande livello reciproco che abbiamo registrato nel corso della missione: quello dei vini dei 12 portabandiera delle Marche e quella di operatori e opinion maker a stelle e strisce presenti all’evento targato Indigena. Un’occasione di crescita non solo per i presenti ma anche per tutto il nostro bacino di produttori. Quasi 500 aziende pronte a fare un salto di qualità sui mercati di sbocco. L’appuntamento con Collisioni ora è prima a Barolo (28 giugno) e poi a Jesi a fine agosto, dove i principali player della domanda e dei media festeggeranno tra l’altro i 50 anni della Doc Verdicchio dei Castelli di Jesi.

Un percorso che si pone in modo continuativo e sempre più ricco e che prosegue il lungo lavoro fatto da Ian D’Agata e da Collisioni per i vini italiani, e che quest’anno ha già visto l’appuntamento di Bruxelles, a Marzo, e l’evento Indigena di Maggio, che ha portato professionisti affermati e “rising stars” da tutto il mondo per 10 giorni, tra degustazioni comparate, esperienze sul territorio e un nuovo Corso completamente dedicato al Wine&Food regionale Italiano.

Come commenta infatti il creatore del Progetto, Ian D’Agata: “New York è al seconda tappa, dopo Bruxelles, dell'Indigena World Tour, il nuovo progetto che ho creato e curato per Collisioni di cui fa parte anche la creazione di 3iC (Italian International Indigenous Center for Wine and Food Studies), il nuovo centro studi internazionale sul vino e cibo italiano che ha sede a nei castelli di Barolo e di Costigliole d'Asti che ha visto nascere con grande successo il suo primo corso a maggio. L'indigena World Tour è una serie di incontri studiati appositamente da me per raccontare con grande profondità e precisione a un pubblico esclusivo, di soli professionisti del vino,  il vino italiano in tutte le sue sfaccettature e affascinante complessità. A New York abbiamo passato tre magnifici giorni insieme a  trenta sommelier di ristoranti stellati e non, importatori e distributori a conoscere alcuni magnifici vitigni, vini e territori del vino italiano, in un format diverso e molto più scientifico di tutti gli altri tour e eventi organizzati sul vino italiano nel mondo, ma che contraddistingue e vuole continuare a contraddistinguere la mission di Collisioni, Indigena e 3iC. Del resto è proprio la nostra ricchezza trovare nuovi modi di espressione e che ognuno racconti il vino italiano seconda una propria visione, alla fine vinciamo tutti.

Il Progetto Indigena e l’Indigena World Tour è appena all’inizio e continuerà nei prossimi mesi con ulteriori tappe in location strategiche per il mercato del vino italiano. Indigena sarà a fine luglio a Shanghai, con la collaborazione del Grapea Institute guidato da Lingzi He, collaboratrice storica di Ian D’Agata, e dal Master Sommelier Yang Lu e la partecipazione del Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato e del Consorzio Asti DOCG e a San Francisco, presso la nuova location del famosissimo ristorante italiano A16 di Shelley Lindgren, già ospite più volte di Collisioni e dell’evento Indigena.

Non mancheranno certo appuntamenti e tour nel Vecchio Continente.

Già fissata una tappa a Londra, presso il prestigioso club privato Pall Mall. Il tutto, naturalmente, dopo l’appuntamento immancabile con il Progetto Vino di Collisioni Festival. “Appena rientrati da New York per l'INDIGENA2018 International World Tour e forti del successo ottenuto dal nostro comparto vitivinicolo, siamo subito pronti a ripartire alla volta di Barolo per Collisioni2018, oramai appuntamento consolidato per la nostra struttura” ricorda infatti Paolo Montrone, presidente dell’Enoteca Regionale Lucana. “Novità di quest'anno la presenza, grazie all'impegno della Regione Basilicata e Dipartimento Agricoltura da sempre al nostro fianco nelle attività di promozione, di una rappresentativa di Cuochi Lucani e Sommeliers dell'AIS di BASILICATA al nostro fianco simbioticamente nella promozione enogastronomica della nostra amata terra.

c.s.

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