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Cronaca | mercoledì 13 giugno 2018, 21:05

Imperia: l'avvocato di parte civile è socio di un testimone. Da rifare il processo per infedele patrocinio a Raffaella Ercole

Dopo aver dismesso il mandato all’avvocato imperiese, i clienti si erano rivolti allo studio legale Capello di Torino. Durante le scorse udienze era stato sentito, in qualità di testimone, l’avvocato Garlanda, che risulta essere socio dello stesso studio. Per questo il difensore dell’avvocato Ercole, l’avvocato Guido Colella di Genova, ha presentato una questione formale, accolta dal giudice Laura Russo

L'avvocato di parte civile e testimone dell’accusa sono soci dello stesso studio legale, e il giudice impone la dismissione del mandato. È successo in tribunale a Imperia questa mattina, nel corso del processo a carico di un altro avvocato, Raffaella Ercole, accusata di infedele patrocinio da alcuni suoi ex clienti di Alba, vittime di una truffa da diverse centinaia di migliaia di euro perpetrata da una società ai loro danni.

Dopo aver dismesso il mandato all’avvocato imperiese, i clienti si erano rivolti allo studio legale Capello di Torino. Durante le scorse udienze era stato sentito, in qualità di testimone, l’avvocato Garlanda, che risulta essere socio dello stesso studio. Per questo il difensore dell’avvocato Ercole, l’avvocato Guido Colella di Genova, ha presentato una questione formale, accolta dal giudice Laura Russo, che non ha potuto fare altro che rinviare il processo al prossimo 26 settembre, data in cui verranno citate nuovamente le persone offese.

Colella ha evidenziato inoltre la violazione dell’art. 51 del codice deontologico “Qualora l’avvocato intenda presentarsi come testimone o persona informata sui fatti non deve assumere il mandato, e se lo ha assunto, deve rinunciarvi e non può riassumerlo”, recita l’articolo.

In quarant’anni di professione – ha detto l’avvocato Colella in aula – non ho mai visto un controesame tra soci dello stesso studio. La parte civile, anziché occuparsi dei truffatori, si è concentrata sull’avvocato, imputandole l’infedele patrocinio, un’accusa gravissima, che prevede che vi sia un dolo, una volontà nel danneggiare i propri clienti”.

Lo studio Capello è stato costretto a dismettere il mandato e non è escluso che ora l’imputata possa valutare l’esposto al Consiglio dell’Ordine.

Francesco Li Noce

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