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Eventi | mercoledì 13 giugno 2018, 20:43

La Fondazione Bottari Lattes omaggia Eso Peluzzi il “pittore delle more di Cairo”

Figure, luoghi e cose in un respiro d’infinito nei dipinti dal 1912 al 1983

La neve al santuario, Eso Peluzzi, 1947

La neve al santuario, Eso Peluzzi, 1947

Ritrattista di stampo realista e venatura umanitaria, paesaggista lirico e sensibile, rarefatto e introspettivo nelle sue natura morte, Eso Peluzzi (1894 – 1985), si è mosso tra Liguria e Piemonte, dal secondo decennio del XX secolo fino agli anni Ottanta.

A omaggiare la sua poetica e l’ampio ventaglio dei generi pittorici con cui si è confrontato (la figura, il paesaggio, la natura morta) nei dipinti realizzati tra il 1912 e il 1983, è la mostra Eso Peluzzi. Il pittore delle more di Cairo, aperta da sabato 7 luglio a Murazzano (Cn), organizzata dalla Fondazione Bottari Lattes, in collaborazione con il Comune di Murazzano, e curata da Ivana Mulatero, storica dell’arte e curatrice del Museo Civico Luigi Mallé di Dronero.

L’esposizione, il cui titolo fa riferimento al paese di nascita di Eso Peluzzi, Cairo Montenotte (Savona), e all’espressione usata dallo scrittore Giovanni Arpino per descriverlo, è allestita presso Palazzo Tovegni di Murazzano (via Adami 5), in Alta Langa, a pochi chilometri da Monchiero d’Alba, paese in cui l’artista ha vissuto e lavorato dalla fine degli anni Quaranta, facendo dell’antico Oratorio dei Disciplinanti il suo studio, ora Casa-museo a lui dedicata.

Eso Peluzzi. Il pittore delle more di Cairo è dedicata al corpus pittorico dell’artista, emblematica figura che ha vissuto nei crocevia geografici e culturali italiani tra la Liguria, il Piemonte e la Lombardia, con frequenti soggiorni formativi nel resto d’Italia e in Europa e con inviti alle Biennali Internazionali di Venezia e alle Quadriennali romane e torinesi, alle mostre del Museum of Art di Baltimora e al Jeu de Paume di Parigi.

«In questa esposizione che valorizza la fecondità espressiva di Peluzzi, che amava definirsi pittore delle cose semplici che fanno grande il mondo – spiega la curatrice della mostra IvanaMulatero – si vuole evadere dal mito discreto di pittore delle Langhe, che per molti decenni ha connotato in maniera univoca la sua opera, provando a rintracciare le vicinanze, come anche le distanze, dalle molte avanguardie. Giova stare sul filo degli scambi professionali con i futuristi Farfa e Fillia, o ricordare l’amicizia fraterna con lo scultore Arturo Martini, senza perdere di vista che Peluzzi è stato conteso da galleristi del calibro di Pier Maria Bardi, compagno di affabulazioni degli scrittori Mario Soldati e Gina Lagorio, sostenuto dai critici d’arte Alberto Sartoris e Mario De Micheli, ammirato dai musicisti Uto Ughi e Salvatore Accardo e, non per ultimo, la sua casa accoglieva Sandro Pertini, settimo Presidente della Repubblica Italiana.

Dalle composizioni di figura vicine alla retorica del Novecento, al paesaggio di più personale respiro immerso negli umori della pittura francesizzante, dai disegni dalle linee onduleggianti tra Previati e Bistolfi, tra Medardo Rosso e Morbelli, fino ai quadri da studio con umili oggetti che raggiungono una metafisica rarefazione spaziale. I generi artistici, versanti molteplici nei quali si consuma l’esperienza di Peluzzi, rivestono il significato non meramente funzionale alle committenze o alle esigenze personali di indagine del mestiere, ma hanno più in profondità il valore di enunciare in modo problematico le scelte compiute in prossimità di una confluenza tra le soluzioni formali, il ricorso a strumenti e tecniche espressive tratte dalla tradizione e dalla contemporaneità, con le atmosfere di ricerca che hanno caratterizzato la storia dell’arte del Novecento».

Prima dell’inaugurazione della mostra, dalle ore 10.30 alle ore 17 di sabato 7 luglio saranno aperte al pubblico le case-museo di Eso Peluzzi e del nipote Claudio Bonichi nel borgo antico di Monchiero, il paese che i due artisti scelsero come luogo di creazione e ispirazione, realizzando le opere dal 1948 al 2016. L’iniziativa è a cura del Comune di Monchiero e di Musei Peluzzi Bonichi (www.museipeluzzibonichi.it).

Da sabato 7 luglio a domenica 26 agosto 2018 Palazzo Tovegni, Via Adami 5 - Murazzano (Alta Langa, Cuneo)

Ingresso gratuito

Inaugurazione: sabato 7 luglio ore 18.30

Orario mostra: venerdì e sabato 15 - 18; domenica 10-12 e 15-18

 

cs

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